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Schema Markup

Il codice invisibile che spiega a Google cosa c'è nella pagina: un prodotto, una ricetta, un evento, una FAQ. Serve per ottenere i risultati arricchiti in SERP.

Codice e dati strutturati di una pagina web
Indice dei contenuti
Aggiornato: Aprile 2026 10 min di lettura

Cos'è lo Schema Markup

Lo Schema Markup (o dati strutturati) è un vocabolario condiviso che si aggiunge al codice della pagina per dire ai motori di ricerca cosa sono le cose che ci stanno scritte: questo è un prezzo, questa è una data, questa è una domanda con la sua risposta. È nato da un accordo fra Google, Bing, Yahoo e Yandex nel progetto Schema.org, ed è uno dei pezzi della SEO tecnica con il ritorno più immediato.

Punti chiave

  • Lo Schema Markup è un vocabolario condiviso (Schema.org) che traduce il contenuto di una pagina in entità comprensibili ai motori di ricerca.
  • Il formato raccomandato da Google è il JSON-LD, separato dall'HTML e facile da manutenere.
  • Tipi diversi (Article, Product, FAQPage, LocalBusiness, HowTo) abilitano rich snippet differenti nella SERP.
  • L'implementazione va sempre validata con il Rich Results Test e monitorata in Google Search Console.
  • I dati strutturati aumentano la comprensione e il potenziale CTR, ma la comparsa dei rich snippet resta a discrezione di Google.

I dati strutturati non sono visibili agli utenti ma vengono letti dai crawler. Permettono a Google di mostrare risultati arricchiti (rich snippet) nella SERP, aumentando la visibilità e il CTR delle tue pagine.

«Mettere i dati strutturati è come allegare la legenda a una mappa: la pagina resta quella, e chi la legge smette di dover indovinare.»

JSON-LD: il formato raccomandato

JSON-LD (JavaScript Object Notation for Linked Data) è il formato raccomandato da Google per implementare i dati strutturati. Si inserisce all'interno di un tag <script type="application/ld+json"> nell'head o nel body della pagina.

Perché conviene il JSON-LD e non Microdata o RDFa:

  • Separazione dal markup: non richiede di modificare la struttura HTML esistente
  • Facilità di manutenzione: il codice è concentrato in un unico blocco
  • Leggibilità: la sintassi JSON è familiare alla maggior parte degli sviluppatori
  • Supporto Google: è il formato esplicitamente consigliato da Google
  • Gestione dinamica: può essere generato e inserito dinamicamente via JavaScript

Formato dell'esempio JSON-LD

Un tipico blocco JSON-LD contiene sempre un @context che punta a schema.org e un @type che specifica il tipo di entità descritta. Le proprietà variano in base al tipo di schema: ad esempio, un Article avrà headline, author e datePublished, mentre un Product avrà name, price e availability.

Tipi di Schema principali

I tipi definiti da Schema.org sono centinaia e quelli che Google usa per i risultati arricchiti sono pochi. Questi sono quelli che vale la pena implementare:

Tipo di Schema Utilizzo Rich Snippet
Article Articoli di blog, news, guide Titolo, data, immagine in evidenza
Product Pagine prodotto ecommerce Prezzo, disponibilità, recensioni
LocalBusiness Attività locali Indirizzo, orari, telefono
FAQPage Pagine con domande frequenti Accordion FAQ nella SERP
HowTo Guide passo-passo Step numerati con immagini
BreadcrumbList Navigazione breadcrumb Percorso di navigazione nella SERP
Review / AggregateRating Recensioni e valutazioni Stelle e numero di recensioni
Event Eventi, webinar, conferenze Data, luogo, disponibilità

Per la SEO locale, il tipo LocalBusiness è particolarmente importante e va coordinato con il profilo Google My Business.

Come implementarlo

Come procedo quando li aggiungo a un sito:

  1. Identifica i contenuti: analizza le pagine del sito e determina quali tipi di schema sono più appropriati
  2. Scegli le proprietà: per ogni tipo di schema, seleziona le proprietà obbligatorie e raccomandate da Google
  3. Genera il codice: scrivi il JSON-LD manualmente o utilizza generatori online
  4. Inserisci nel codice: aggiungi il blocco script nell'head o nel body della pagina
  5. Testa e valida: verifica la correttezza con gli strumenti di test di Google
  6. Monitora i risultati: usa Google Search Console per verificare il riconoscimento dei dati strutturati

Per i CMS come WordPress, esistono plugin dedicati (Yoast SEO, Rank Math, Schema Pro) che semplificano notevolmente l'implementazione. Per siti custom, è consigliabile generare il JSON-LD dinamicamente lato server, attingendo direttamente ai dati già presenti nel database (prezzo, disponibilità, autore, date): in questo modo lo schema resta sempre allineato al contenuto reale e non rischia di diventare obsoleto.

Un consiglio pratico: parti dai tipi che danno il ritorno più immediato per il tuo settore. Un ecommerce dovrebbe presidiare Product e AggregateRating, un'attività locale LocalBusiness, un blog Article e BreadcrumbList. Evita di marcare tutto: meglio pochi schemi corretti e completi che molti schemi parziali o non pertinenti, che Google potrebbe ignorare o segnalare come errore.

Test e validazione

La validazione va fatta sempre, perché un errore di sintassi rende inutile tutto il lavoro senza dare nessun avviso. Gli strumenti:

  • Rich Results Test di Google: verifica se la pagina è idonea per i risultati arricchiti e mostra un'anteprima
  • Schema Markup Validator: lo strumento ufficiale di Schema.org per validare la struttura dei dati
  • Google Search Console: sezione "Miglioramenti" che mostra errori e avvisi sui dati strutturati rilevati

Gli errori più comuni nell'implementazione includono proprietà obbligatorie mancanti, valori in formato errato, dati strutturati non corrispondenti al contenuto visibile e nesting scorretto dei tipi. La regola d'oro è che lo schema deve descrivere ciò che l'utente vede realmente sulla pagina: marcare recensioni inesistenti o prezzi diversi da quelli mostrati viola le linee guida di Google e può portare a penalizzazioni manuali.

In ambito formativo conviene adottare un flusso ripetibile: prima si valida il singolo template con il Rich Results Test in fase di sviluppo, poi si controlla l'andamento aggregato nel rapporto "Miglioramenti" di Search Console dopo la pubblicazione. La distinzione tra errori (che bloccano l'idoneità ai rich snippet) e avvisi (proprietà raccomandate ma facoltative) aiuta a stabilire le priorità di intervento.

Rich Snippet e risultati arricchiti

I rich snippet sono risultati di ricerca arricchiti con informazioni aggiuntive estratte dai dati strutturati. Appaiono più prominenti nella SERP e tendono ad avere un CTR significativamente più alto rispetto ai risultati standard.

Cosa si può ottenere in SERP:

  • Stelle di recensione: valutazione media e numero di recensioni
  • Prezzo e disponibilità: informazioni di prodotto direttamente nella SERP
  • FAQ espandibili: domande e risposte cliccabili sotto il risultato
  • Breadcrumb: percorso di navigazione al posto dell'URL grezzo
  • Sitelink searchbox: casella di ricerca interna al sito nella SERP
  • Knowledge Panel: pannello informativo laterale per organizzazioni e persone

È importante notare che l'implementazione corretta dei dati strutturati non garantisce la visualizzazione dei rich snippet: Google decide autonomamente quando mostrarli, basandosi sulla qualità del sito, sulla rilevanza della query e su altri fattori. Lo Schema Markup lavora in sinergia con la SEO On-Page e i Meta Tag per massimizzare l'impatto nella SERP.

Errori e regole pratiche

Conoscere gli errori tipici serve a non buttare mesi di lavoro per una disattenzione. Il più frequente è marcare cose che nella pagina non ci sono: recensioni inventate, FAQ che l'utente non vede, prezzi diversi da quelli mostrati. Google lo vieta esplicitamente ed è la prima causa di provvedimenti manuali sui dati strutturati. Poi ci sono i tipi non supportati, lo stesso schema ripetuto in tre punti della pagina, e il markup su contenuti nascosti.

La regola che seguo: un blocco JSON-LD per entità principale, dati che arrivano dalla fonte vera invece che scritti a mano, riconvalida dopo ogni modifica al template, e un occhio ai rapporti di Search Console nel tempo. I dati strutturati vanno tenuti insieme al contenuto, perché il giorno in cui cambi i prezzi sul sito e non nello schema hai creato un problema da solo.

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