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Lezione 1: Le domande che ti fanno sempre

Prima di automatizzare qualcosa bisogna sapere che cosa si automatizza. In questa lezione tiriamo fuori i messaggi di una settimana, li facciamo raggruppare a un assistente AI e contiamo quanto costano in minuti. Senza toccare nessuna impostazione.

Mettere in ordine i messaggi che arrivano su WhatsApp
Indice dei contenuti
Lezione 1 di 3 · La mappa Teoria + Laboratorio + Mini-test

Obiettivi della lezione

Prima di automatizzare qualcosa bisogna sapere che cosa si automatizza. Questa lezione non tocca nessuna impostazione: si guarda quello che arriva, si mette in ordine e si conta. Quasi tutti la saltano, e poi si ritrovano con un'automazione che risponde cose che nessuno aveva chiesto.

Alla fine della lezione riesci a:

  • Tirare fuori i messaggi di una settimana senza consegnare a nessuno i dati dei tuoi clienti;
  • Far raggruppare le richieste a un assistente AI, con un prompt che chiede una tabella invece di un discorso;
  • Contare quanto ti costano, in minuti e in interruzioni;
  • Scegliere le tre risposte da preparare per prime.

Quaranta messaggi, sei domande

In aula faccio sempre due domande di fila. La prima è: quanti messaggi ricevi in un giorno su WhatsApp? Le risposte stanno fra venti e cento, e chi le dice sospira.

La seconda è: quante cose diverse ti chiedono? Lì la faccia cambia, perché la risposta viene fuori contando sulle dita. Cinque. Sei. Un'estetista mi ha detto quattro: quanto costa, quando avete posto, dove siete, si può spostare l'appuntamento.

Fra quei due numeri, quaranta e sei, c'è tutto questo corso. Quaranta messaggi sembrano un lavoro. Sei domande sono un lavoro che si prepara una volta sola.

Il messaggio che ti costa di più arriva mentre stai lavorando

Rispondere prende due minuti, tornare dentro a quello che stavi facendo ne prende altri cinque. Questo conto lo rifacciamo alla fine della lezione, perché cambia le priorità.

Tirare fuori i messaggi senza regalare i dati dei clienti

Per mettere in ordine i messaggi serve averli scritti da qualche parte. WhatsApp li esporta da solo: apri una conversazione, il menu in alto a destra, Altro, Esporta chat, e scegli senza file multimediali. Esce un file di testo con le date e le righe.

Fermati un attimo prima di incollarlo in una chat

Dentro a quel file ci sono nomi, numeri di telefono, indirizzi, a volte dati di salute o guai familiari. Sono dati personali di altre persone, e tu ne rispondi. Incollarli in un assistente online vuol dire mandarli fuori dalla tua azienda.

Tre strade, in ordine di fatica:

  1. Il campione riscritto. Prendi trenta messaggi veri e riscrivili a mano togliendo nomi, numeri e dettagli. Per capire quali domande ti fanno bastano trenta messaggi, e questa è la strada che ti consiglio per il laboratorio.
  2. Cerca e sostituisci. Apri l'esportazione in un editor di testo e sostituisci i nomi con «Cliente 1», «Cliente 2», e i numeri di telefono con una stringa fissa. Ci metti dieci minuti e il file resta utilizzabile.
  3. Un modello che gira sul tuo computer. Se i messaggi sono tanti e non vuoi sederti a ripulirli, esiste. Costa più tempo da preparare che a fare il lavoro a mano una volta, quindi tienila per quando questo giro lo ripeti ogni mese.

E qualunque strada prendi, guarda che cosa dice la tua informativa privacy: se mandi dati dei clienti a un servizio di terzi, va scritto lì dentro.

Il prompt che raggruppa

Adesso il lavoro vero, che è una sola richiesta all'assistente. Un prompt scritto bene somiglia alle istruzioni che daresti a una persona il primo giorno: chi sei, su che materiale lavora, che cosa deve fare, in che forma deve consegnare.

Sei l'assistente di un'estetista con un negozio a Livorno.
Ti do i messaggi che i clienti le hanno scritto su WhatsApp in
una settimana.

Messaggi, fra i marcatori:
<<<
{incolla qui i messaggi}
>>>

Raggruppa i messaggi per TIPO DI RICHIESTA. Due messaggi stanno
nello stesso gruppo se la risposta da dare e' la stessa.
Usa solo quello che c'e' scritto: non inventare richieste che
non ci sono.

Rispondi solo con questa tabella, senza frasi prima o dopo,
ordinata dal gruppo piu' numeroso al meno numeroso:

| Tipo di richiesta | Quanti | Esempio vero | La risposta cambia da persona a persona? |

Nell'ultima colonna scrivi SEMPRE UGUALE se la risposta e' la
stessa per tutti, oppure DIPENDE se cambia in base al cliente.

Tre cose in questo prompt non sono di stile. I messaggi stanno fra i marcatori, e questo evita che una frase di un cliente venga letta come un ordine. C'è scritto di non inventare, altrimenti il modello riempie i buchi per farti contento. E l'uscita è una tabella con colonne dichiarate, che si legge a colpo d'occhio e si copia in un foglio.

L'ultima colonna è quella che decide il resto del corso. «Quanto costa la ceretta completa» è sempre uguale, e quella risposta la può mandare l'app da sola. «Posso spostare l'appuntamento di giovedì» dipende, perché bisogna guardare l'agenda.

Rileggi il raggruppamento, sempre

La prima volta che l'ho fatto sui miei messaggi, l'assistente aveva messo insieme «quando parte il prossimo corso» e «il corso è ancora aperto». Sono la stessa domanda, ed era giusto. Ma aveva anche messo insieme «quanto costa» e «si può pagare a rate», che vogliono due risposte diverse. Cinque minuti di lettura ti evitano di preparare la risposta sbagliata.

Quanto ti costano davvero

Adesso i minuti. Prendi la tabella e aggiungi due colonne, che riempi te perché quanto ci metti a rispondere lo sai solo tu.

Tipo di richiestaVolte a settimanaMinuti a rispostaMinuti a settimanaSempre uguale?
Quanto costa il trattamento14228
Quando avete posto11444no
Dove siete e come si parcheggia6212
Spostare un appuntamento5525no
A che ora chiudete414

Centotredici minuti a settimana, quasi due ore. Le tre righe con il «sì» nell'ultima colonna ne fanno quarantaquattro, e sono quelle che alla fine della Lezione 2 risponderanno da sole.

Poi c'è la colonna che non ho messo nella tabella, perché non si somma: l'interruzione. Quei ventotto minuti di «quanto costa» stanno sparsi in quattordici volte in cui hai smesso di fare quello che stavi facendo. Se una di quelle volte eri con una cliente, il costo non lo paghi te.

Da dove si comincia

Ordina la tabella per minuti a settimana e prendi le prime tre righe che hanno sempre uguale. Quelle sono le tre risposte da preparare per prime. Le righe «dipende» restano tue per adesso, e nella Lezione 3 vediamo che cosa servirebbe per toccarle.

Laboratorio: la mappa dei tuoi messaggi

Obiettivo: la tabella qui sopra, riempita con i tuoi messaggi veri.

Consegna

  1. Raccogli trenta messaggi ricevuti nell'ultima settimana. Riscrivili senza nomi e senza numeri, come spiegato sopra. Se ne hai meno di trenta, prendi due settimane.
  2. Passa il prompt all'assistente che usi, con i tuoi messaggi fra i marcatori.
  3. Rileggi i gruppi e correggi a mano quello che ha messo insieme sbagliando. Cinque minuti.
  4. Aggiungi le due colonne dei minuti e fai la somma della settimana.
  5. Segna con un cerchio le tre righe più costose fra quelle sempre uguali. Le useremo nella prossima lezione.

Risultato atteso

Una tabella da quattro a otto righe e un numero in fondo. Quel numero è il motivo per cui stai facendo questo corso, e alla fine della Lezione 3 lo rimisuri per vedere quanto è sceso.

Mini-test di autoverifica

Istruzioni

Sezione A: 4 domande a risposta multipla (1 punto). Sezione B: 1 domanda aperta (3 punti). Totale 7. Soglia: 60% (5/7).

Sezione A: risposta multipla

  1. Prima di incollare un'esportazione di chat in un assistente online:
    a) si comprime   b) si tolgono nomi, numeri e dettagli personali   c) si traduce   d) non serve fare niente
  2. Nel prompt, i messaggi vanno messi fra marcatori perché:
    a) si leggono meglio   b) una frase del cliente non venga letta come un'istruzione   c) si risparmiano token   d) lo chiede WhatsApp
  3. La colonna «la risposta cambia da persona a persona» serve a:
    a) contare i messaggi   b) capire quali risposte può mandare l'app da sola   c) ordinare la tabella   d) scegliere il tono
  4. Il costo di un messaggio ricevuto mentre lavori:
    a) è solo il tempo per rispondere   b) comprende il tempo per rientrare in quello che stavi facendo   c) è zero   d) si misura in caratteri

Sezione B: risposta aperta

  1. (3 punti) Prendi la richiesta più frequente che ricevi e spiega in tre righe perché la risposta è sempre uguale oppure perché dipende. Se dipende, scrivi da che cosa dipende.
Mostra risposte corrette

Sezione A

  1. b: sono dati personali di altre persone, e ne rispondi te.
  2. b: è la stessa ragione per cui si marcano i materiali in ogni prompt di lavoro.
  3. b: è la colonna che divide quello che si automatizza adesso da quello che resta tuo.
  4. b: due minuti di risposta e cinque per rientrare fanno sette.

Sezione B, risposta modello

5. Esempio: «quanto costa il corso base» è sempre uguale, perché il prezzo è uno e sta sul sito, quindi la risposta si scrive una volta. «Quando parte il prossimo» dipende, perché dipende dal calendario e da quanti posti restano: la parte che cambia è la data, il resto della frase resta identico. Chi arriva a questa distinzione ha già capito la Lezione 2.

Valutazione (su 7)

  • 7: ottimo. 5-6: sufficiente. < 5: rifai il conto dei minuti, è la parte che regge tutto il resto.

Riassunto della lezione

Cosa hai imparato

  • Tanti messaggi, poche domande. Il numero che conta è quello dei tipi di richiesta, e si conta sulle dita.
  • I messaggi dei clienti sono dati di altre persone. Si ripuliscono prima di darli a un assistente online, e quello che esce va scritto nell'informativa.
  • Il prompt chiede una tabella, con le colonne dichiarate e il divieto di inventare. Una risposta discorsiva qui non serve a niente.
  • La colonna «sempre uguale» separa quello che si automatizza subito da quello che resta a te.
  • Il conto si fa in minuti a settimana, e le interruzioni costano più dei minuti.

Prossimi passi

Nella Lezione 2, Il flusso che l'app fa da sola prendiamo le tre righe che hai cerchiato e le mettiamo dentro all'app WhatsApp Business: il messaggio di benvenuto che smista, le risposte rapide scritte dall'AI, le etichette. Alla fine della prossima lezione il flusso gira sul tuo telefono.

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Federico BoggiaRispondo io, in giornata

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