Obiettivi della lezione
In questa lezione non si monta niente. Si costruisce il tubo: il modo in cui una clip girata col telefono arriva sul computer dove l'assistente lavora, e il modo in cui il video finito torna indietro. Sembra la parte noiosa, ed è quella dove si ferma quasi chi ci prova.
Alla fine della lezione riesci a:
- Spiegare perché un bot di Telegram non può fare questo lavoro, con il numero in mano;
- Scegliere fra le tre strade possibili sapendo che cosa costa ognuna;
- Collegare il tuo account e proteggere il file che ne esce;
- Mandare un lavoro e vederlo arrivare sul computer.
Il giro, in cinque passi
Il giro è questo: registro, mando le clip, ricevo il video montato, controllo, pubblico. Detto così sembra una cosa da un pomeriggio, e non lo è: montarlo è stato mezzo lavoro, farlo arrivare l'altro mezzo. Questo corso è quell'altro mezzo.
Questo corso è quei giorni. E comincia da qui, perché i cinque passi non hanno lo stesso peso:
- Registri le clip col telefono, come le hai sempre girate.
- Le mandi in una chat di Telegram, e scrivi due righe su che cosa vuoi.
- L'assistente le scarica sul tuo computer e le guarda una per una.
- Monta, seguendo le tue regole.
- Ti rimanda il video nella stessa chat.
Il passo 3 è quello che fa cadere tutti, e cade su un numero che nessuno guarda prima.
Il muro dei 20 megabyte
La prima idea che viene a chiunque è di fare un bot. Si apre Telegram, si scrive a @BotFather, in trenta secondi esce un gettone e sembra fatta. Poi si manda il primo video e il bot non riesce a scaricarlo.
Il motivo sta scritto sulla documentazione ufficiale di Telegram, nella pagina core.telegram.org/bots/api, alla voce getFile, con queste parole esatte:
Dalla documentazione di Telegram
«For the moment, bots can download files of up to 20MB in size.»
Per il momento, i bot possono scaricare file fino a 20 MB. E per mandarli: «Bots can currently send video files of up to 50 MB in size».
Adesso il confronto. Un minuto girato col telefono, in alta definizione, pesa fra 150 e 400 MB. Il limite non è stretto: è dieci o venti volte più piccolo di quello che serve. E non c'è nessun trucco che lo aggiri, perché a rifiutare è il server di Telegram, non il tuo programma.
Perché questo numero non si vede nei video
Chi mostra il risultato finito ha già risolto il problema e non ci pensa più. Chi guarda parte da un bot, sbatte contro il muro alla prima prova, e non capisce se ha sbagliato lui. Non ha sbagliato niente: ha scelto la strada che non porta da nessuna parte.
Le tre strade, e quale conviene
Le strade sono tre. Le ho provate tutte e tre prima di scegliere, e la tabella dice perché:
| Strada | Scarica | Manda | Che cosa costa |
|---|---|---|---|
| Bot normale | 20 MB | 50 MB | Niente, e infatti non serve |
| Bot + server Bot API in locale | senza limite | 2000 MB | Un programma da compilare e un processo da tenere acceso |
| Il tuo account | 2 GB | 2 GB | Un file di sessione da proteggere |
La seconda strada esiste e funziona: Telegram distribuisce il codice del proprio server, e chi se lo compila si toglie il limite. Il prezzo è un processo in più che deve essere vivo ogni volta che mandi un video, e che il giorno che è spento fa fallire tutto in silenzio. Per una persona sola che monta i propri video è una macchina complicata per un problema semplice.
La terza è quella che uso. Il tuo account non passa dalla porta dei bot: passa dalla stessa porta che usa l'applicazione di Telegram sul tuo telefono, e da lì il limite è 2 GB per file, 4 con Telegram Premium. Non c'è niente da installare in più e niente da tenere acceso: la stessa strada da cui il video è partito lo riporta indietro.
E la chat da usare è già lì: i Messaggi salvati. È una conversazione con te stesso che Telegram dà a tutti, non ci entra nessun altro, e niente di quello che ci metti viene condiviso.
Il file che vale quanto la password
Questa strada ha un prezzo, e lo dico adesso invece che alla fine, perché è il punto su cui in aula si alzano sempre le mani.
Quando colleghi il tuo account, sul computer nasce un file di sessione. Quel file è il tuo Telegram: chi se lo porta via entra nelle tue conversazioni senza bisogno del codice che ti arriva sul telefono. Una password si cambia in un minuto. Questa è una chiave già girata nella serratura, e finché non la revochi resta girata.
Le quattro regole del file di sessione
- Sta fuori dalla cartella del progetto. Se un giorno quella cartella finisce su GitHub o dentro a un backup condiviso, la sessione ci va insieme.
- Permessi 600, cioè leggibile solo da te.
- Non si copia su un altro computer «per comodità»: due copie sono due posti da cui può uscire.
- Si revoca da Telegram, Impostazioni, Dispositivi, quando non serve più o se hai un dubbio. Ci vogliono dieci secondi.
Vale anche l'altra metà: siccome quel file apre tutto il tuo Telegram, l'assistente che lavora per te ha in mano molto più dei tuoi video. È una ragione in più per far girare questa roba sul tuo computer e non su un servizio di qualcun altro.
Prepararsi, una volta sola
La preparazione la fai una volta e poi non ci torni più. I passi, con i comandi da copiare per Mac, Windows e Linux, stanno nella preparazione guidata: aprila di fianco e falla mentre leggi, oppure falla dopo.
Qui dico solo che cosa stai preparando, perché sapere a che cosa servono quelle tre cose ti serve il giorno che una si rompe.
- Due codici che ti dà Telegram. Si prendono da
my.telegram.orgriempiendo un modulo, in tre minuti. Servono a dire a Telegram che quel programma sul tuo computer ha il permesso di parlare col tuo account. Non sono la tua password e non ci si entra dentro: sono il lasciapassare del programma, e si trattano come le chiavi di casa. - Un angolo del computer dove sta la roba di questo lavoro. Una cartella nascosta con dentro le due librerie che servono, tenute separate da tutto il resto: così il giorno che vuoi buttare via tutto cancelli quella e non hai sporcato niente. È lo stesso motivo per cui non tieni i preset di un progetto dentro a quelli di sistema.
- Il collegamento all'account. La prima volta il programma ti chiede il numero e il codice che Telegram ti manda. Dalla seconda in poi non chiede più niente, perché si è scritto il file di sessione di cui sopra.
C'è una parola in più nel comando, e conta
Fra le due librerie da installare una si chiama cryptg e fa i conti della cifratura in fretta. Senza, gli stessi conti si fanno lentamente: un file da mezzo giga smette di scendere in pochi secondi e ci mette dei minuti, e sembra che il programma si sia piantato. Costa una parola nel comando di installazione, quindi si mette sempre.
Come si segna un lavoro
Resta una domanda pratica: fra tutte le cose che hai nei Messaggi salvati, come fa l'assistente a sapere quali clip sono di questo lavoro?
La risposta ingenua è «prendi gli ultimi video», e non regge: gli ultimi quanti? E se ieri ne avevi mandati altri? Meglio un marcatore. Mandi le clip nell'ordine in cui le vuoi, e poi un messaggio che comincia con una parola convenuta:
/monta reel verticale per Instagram, taglia i primi
2 secondi della prima che è mossa, musica sotto
piano, sottotitoli
La regola diventa esatta: un lavoro è fatto dai video mandati prima di un /monta, fino al /monta precedente. Così puoi accodare tre lavori diversi in giornata e restano tre lavori, invece di un mucchio solo. E siccome il messaggio col marcatore ha un numero suo, quando il lavoro è finito basta segnarsi quel numero per non ripescarlo mai più.
Perché un marcatore e non una cartella condivisa
Perché il marcatore porta con sé le istruzioni. In una cartella condivisa ci sono i file e basta, e quello che vuoi va scritto da un'altra parte. Qui il messaggio è insieme la consegna e l'ordine di partenza, e lo scrivi col pollice mentre cammini.
Laboratorio: il canale che funziona
Obiettivo: mandare tre clip dal telefono e vederle comparire sul computer.
Consegna
- Crea l'applicazione su
my.telegram.orge metti le due variabili nel tuo profilo della shell. Riapri il terminale e controlla conecho $TG_API_IDche ci siano. - Prepara l'ambiente con i due comandi del paragrafo precedente.
- Collega l'account e, appena finito, controlla i permessi del file di sessione. Se non sono
600, sistemali. - Gira tre clip col telefono, corte, dieci secondi l'una. Falle diverse apposta: una in orizzontale, due in verticale, e una senza parlare.
- Mandale ai Messaggi salvati nell'ordine, poi scrivi
/monta prova. - Scarica il lavoro e guarda che cosa è arrivato: tre file e le tue istruzioni.
- Controlla il peso delle tre clip. Se una supera i 20 MB, hai appena visto con i tuoi occhi perché il bot non serviva.
Risultato atteso
Una cartella con tre file video e un elenco che, per ogni clip, dice durata, misure, quanti fotogrammi al secondo e se ha l'audio. Quelle informazioni sono quello che l'assistente leggerà nella Lezione 3 per decidere i tagli: tienile d'occhio, soprattutto la riga della clip girata senza parlare.
Mini-test di autoverifica
Istruzioni
Sezione A: 4 domande a risposta multipla (1 punto). Sezione B: 1 domanda aperta (3 punti). Totale 7. Soglia: 60% (5/7).
Sezione A: risposta multipla
- Un bot di Telegram può scaricare file fino a:
a) 2 GB b) 50 MB c) 20 MB d) non c'è limite - Il file di sessione va tenuto:
a) nella cartella del progetto, per comodità b) fuori dal progetto, con permessi 600 c) su una chiavetta d) dentro al codice - Si usano i Messaggi salvati perché:
a) sono più veloci b) sono una chat che esiste già e dove non entra nessun altro c) non hanno limiti di peso d) li legge solo il bot - Il confine di un lavoro è:
a) gli ultimi cinque video b) i video dell'ultima ora c) i video mandati prima di un/montad) tutti i video della chat
Sezione B: risposta aperta
- (3 punti) Un conoscente ti dice che ha fatto un bot Telegram che monta i video e che a lui funziona. Scrivi in tre righe le due domande che gli faresti per capire se sta davvero facendo quello che dice.
Mostra risposte corrette
Sezione A
- c: 20 MB, e sta scritto a lettere sulla documentazione ufficiale.
- b: fuori dal progetto, perché una cartella di progetto prima o poi viene copiata o condivisa.
- b: e vale anche che non ci arriva niente a nessun altro.
- c: il marcatore porta con sé anche le istruzioni.
Sezione B, risposta modello
5. Le due domande utili sono: quanto pesano i video che gli mandi? e hai messo su un server Bot API tuo? Se i video stanno sotto i 20 MB, il bot funziona davvero: sono clip corte, molto compresse, o già passate da un'applicazione che le rimpicciolisce. Se invece manda video pieni e non ha un server suo, sta usando l'account e non un bot, oppure gli sta arrivando qualcosa di diverso da quello che crede. Nessuna delle due è una bugia: è che «bot» in giro si usa per dire «programma».
Valutazione (su 7)
- 7: ottimo. 5-6: sufficiente. < 5: rileggi il paragrafo sulle tre strade, è quello su cui sta in piedi il resto del corso.
Riassunto della lezione
Cosa hai imparato
- Un bot scarica 20 MB. Un minuto girato col telefono ne pesa dieci o venti volte tanto, quindi il bot è la strada sbagliata e lo si sa prima di provarci.
- Restano due strade. Il server Bot API in locale toglie il limite e aggiunge un processo da tenere vivo; il tuo account arriva a 2 GB senza niente da tenere acceso.
- I Messaggi salvati sono la casella. Esistono già, sono solo tuoi, e non ci arriva niente a nessuno.
- Il file di sessione vale quanto la password, e sta fuori dalla cartella del progetto con permessi 600.
- Un lavoro si segna con
/monta, che è insieme il confine e la consegna.
Prossimi passi
Nella Lezione 2, La catena che non si rompe le tre clip che hai girato diventano un video solo. È lì che si incontrano i due guasti peggiori di tutta la faccenda, quelli che escono senza nessun messaggio di errore: il file c'è, dura il tempo giusto, e dentro è sbagliato.