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Lezione 1: Che cos'è un processo, e come si mappa

Prima di delegare qualcosa bisogna sapere di che cosa è fatta. In questa lezione prendiamo un lavoro che fai tutte le settimane e lo scriviamo passo per passo, con i minuti di ognuno. Serve un foglio, e basta quello.

Mappare un processo aziendale in passi
Indice dei contenuti
Lezione 1 di 2 · La mappa Teoria + Laboratorio + Mini-test

Obiettivi della lezione

Questa lezione non automatizza niente. Guarda e scrive, e basta. È il passo che quasi tutti saltano per andare dritti allo strumento, e poi si ritrovano con un programma nuovo che fa in fretta una cosa che andava tolta di mezzo.

Alla fine della lezione riesci a:

  • Distinguere un processo da un'area di lavoro, dicendo qual è l'innesco e qual è il risultato;
  • Usare le quattro mosse del pensiero computazionale su un caso della tua azienda;
  • Scrivere i passi alla misura giusta, con la regola del verbo;
  • Misurare due numeri che quasi nessuno tiene separati: i minuti di lavoro e i giorni di calendario;
  • Farti intervistare da un assistente AI per tirare fuori i passi che dai per scontati.

«Il lavoro» non è un processo

In aula, a Livorno, comincio sempre con la stessa domanda: che cosa fai, in una settimana? Le risposte sono «seguo i clienti», «faccio i preventivi», «mando avanti la baracca». Sono risposte vere, e sono anche il motivo per cui quella persona non riesce a delegare niente: un blocco solo si passa tutto intero o non si passa.

Un processo ha tre cose, e si riconoscono a occhio:

  • Un innesco. Qualcosa che lo fa partire: arriva un messaggio, scatta una data, un cliente firma.
  • Una sequenza di passi. Cose che succedono una dopo l'altra, ognuna con qualcuno che la fa.
  • Un risultato. Una cosa che si può guardare e dire «fatto»: un documento mandato, un ordine partito, un cliente richiamato.

«Seguire i clienti» non ha niente di tutto questo, quindi è un'area di lavoro. Le aree di lavoro contengono processi, e sono lì dentro che si va a cercare. Dentro «seguire i clienti» ci stanno: rispondere a una richiesta nuova, fare un preventivo, sollecitare un preventivo fermo, gestire un reclamo, mandare la fattura. Cinque processi, cinque inneschi diversi, cinque risultati diversi.

La prova del nome

Se riesci a dire il nome di quello che fai con un verbo e un oggetto («fare un preventivo», «chiudere una commessa»), hai in mano un processo. Se il nome ti viene fuori come un'area («l'amministrazione», «il commerciale»), stai guardando un contenitore, e va aperto.

Il pensiero computazionale in quattro mosse

Il pensiero computazionale è il modo di ragionare che sta sotto alla programmazione. Si usa senza computer e senza codice: lo usa un cuoco che alle 11 prepara la linea per il servizio delle 12:30, e lo usa un magazziniere che tiene i venti codici più movimentati a portata di mano e gli altri in fondo. Sono quattro mosse, e le guardiamo su un caso solo, il preventivo di un serramentista.

  1. Scomposizione. Spezzi il problema grande in pezzi che sai nominare. «Fare un preventivo» diventa: leggere la richiesta, fissare il sopralluogo, misurare, scegliere i materiali, calcolare il prezzo, scrivere il documento, mandarlo e richiamare.
  2. Riconoscimento di schemi. Guardi che cosa si ripete uguale. Su dieci preventivi, otto hanno la stessa struttura e cambiano tre numeri. Quelle otto volte sono la ragione per cui esiste un modello di documento.
  3. Astrazione. Butti via i dettagli che non cambiano quello che fai. Il colore del telaio non cambia il giro del preventivo; che sia un condominio invece di una villetta lo cambia, perché c'è un amministratore in mezzo e i tempi raddoppiano.
  4. Algoritmo. Scrivi i passi in ordine, con dentro le condizioni. «Se l'importo supera i cinquemila euro, il documento lo rileggo io prima che parta.» Questo è un algoritmo, scritto in italiano su un foglio.

La quarta mossa è dove si fermano tutti

Arrivati all'algoritmo la gente pensa che tocchi imparare a programmare, e molla. Un algoritmo è una sequenza di passi con delle condizioni: la ricetta della nonna è un algoritmo, e le istruzioni che dai a un dipendente nuovo il primo giorno sono un algoritmo scritto male. Imparare a scriverlo bene è metà del mestiere di chi gestisce, e le quattro mosse qui sopra sono l'ordine in cui ci si arriva.

Come si mappa, in pratica

Mappare vuol dire scrivere i passi in una tabella. Due regole e sei colonne.

La regola del verbo

Ogni passo comincia con un verbo all'infinito e dice una cosa sola. «Gestione cliente» sta fuori. «Rispondere alla richiesta» sta dentro. Questa regola sembra una pignoleria e fa un lavoro preciso: un passo scritto con un verbo si può dare a qualcuno, mentre un passo scritto con un sostantivo resta un'idea.

La misura giusta

Un passo sta fra i cinque minuti e l'ora. Sotto i cinque minuti stai scrivendo un manuale di istruzioni e ti fermerai a metà. Sopra l'ora, dentro a quel passo c'è ancora un processo nascosto, e va aperto.

Le sei colonne

  • Passo: il verbo e l'oggetto.
  • Chi: la persona o il programma che lo fa. Se la risposta è «dipende», hai trovato un problema, e per adesso scrivilo così.
  • Entra: che cosa deve avere in mano per cominciare.
  • Esce: che cosa consegna al passo dopo.
  • Minuti: quanto ci si sta sopra con le mani.
  • Attesa: quanto quel passo resta fermo prima di partire.

Le colonne «entra» e «esce» fanno un controllo da sole: se quello che esce da un passo non è quello che entra nel passo dopo, in mezzo ce n'è uno che hai saltato.

Una mappa vera: il preventivo

Questa è la mappa che ha scritto in aula un serramentista, con i suoi numeri.

#PassoChiEntraEsceMinutiAttesa
1Leggere la richiestatitolaremessaggiorichiesta capita53 ore
2Fissare il sopralluogotitolarerichiesta capitadata in agenda101 giorno
3Misurare in cantieretitolaredata in agendafoglio delle misure452 giorni
4Scegliere i materialititolaremisureelenco articoli200
5Calcolare il prezzotitolareelenco articolitotale250
6Scrivere il documentotitolaretotalePDF301 giorno
7Mandare e richiamaretitolarePDFrisposta del cliente104 giorni

In fondo si fanno due somme, e vanno tenute separate perché dicono due cose diverse.

  • 145 minuti di lavoro. Due ore e mezza di mani sopra a un preventivo.
  • 8 giorni di calendario. Tanto aspetta il cliente fra la sua richiesta e la tua risposta.

Quella distanza è il primo regalo della mappa. Il titolare era convinto di essere lento a fare i preventivi, e infatti si stava per comprare un programma per farli. La tabella dice un'altra cosa: due ore e mezza di lavoro sparse in otto giorni, e quasi tutta l'attesa sta sui passi 2, 3 e 7, che sono quelli in cui si aspetta un appuntamento o una risposta. Un preventivo fatto in mezz'ora sarebbe arrivato lo stesso il giovedì dopo.

I due numeri non si sommano e non si confondono

I minuti dicono quanto ti costa il processo. I giorni dicono che esperienza ha il cliente. Si migliorano con mosse diverse, e chi guarda solo i minuti finisce per correre più forte dentro a una coda che non si è accorto di avere.

Tre errori che vedo tutte le volte

  1. Mappare il processo come vorresti che fosse. Viene naturale scrivere la versione ordinata, quella senza la telefonata di mezzo e senza il foglio ricopiato due volte. Si mappa quello che è successo l'ultima volta, con dentro le cose storte: sono quelle il lavoro.
  2. Dimenticare le attese. Le attese sembrano tempo che non costa perché nessuno ci sta sopra: nella tabella del preventivo sono 8 giorni contro 145 minuti. Sono le righe che fanno arrabbiare i clienti, e quasi sempre sono anche le più facili da accorciare.
  3. Spezzare troppo o troppo poco. Una mappa da trenta righe non la rilegge nessuno; una da tre righe nasconde tutto quello che serve sapere. Da cinque a dodici righe è la misura in cui un processo si guarda tutto insieme.

Fatti intervistare dall'assistente

Mappare il proprio lavoro è difficile per una ragione sola: lo conosci troppo bene, quindi salti i passi ovvi. Gli ovvi sono quelli che mangiano il tempo, perché sono quelli che si ripetono.

Il rimedio è farsi fare le domande da fuori, come quando arriva un commercialista nuovo e ti chiede perché una cosa la fai così. Un assistente AI qui serve a quello, e va tenuto stretto: il suo mestiere in questo laboratorio è chiedere, non scrivere.

Sei un analista di processi e mi aiuti a mappare un processo
della mia azienda.

Processo: {per esempio: fare un preventivo}
La mia azienda, in due righe: {scrivi qui}

Fammi UNA domanda per volta e aspetta la mia risposta prima
della successiva.
Parti dall'innesco, cioe' che cosa fa partire il processo, e
arriva al risultato finale.
Per ogni passo chiedimi: chi lo fa, che cosa riceve, che cosa
produce, quanti minuti dura e quanto tempo resta fermo prima
di partire.
Se in una mia risposta ci sono due passi, dimmelo e chiedimi
di separarli.
Se un passo dura piu' di un'ora, chiedimi di aprirlo.
Non propormi miglioramenti e non suggerirmi strumenti:
adesso stiamo solo guardando com'e' adesso.

Quando ti scrivo BASTA, rispondi solo con questa tabella:
| # | Passo | Chi | Entra | Esce | Minuti | Attesa |
e sotto due righe: totale minuti, totale giorni di calendario.

Tre righe di quel prompt fanno il lavoro. Una domanda per volta ti costringe a rispondere invece di leggere una mappa scritta da qualcun altro. Non propormi miglioramenti serve perché un assistente lasciato libero comincia a venderti la soluzione al terzo passo, e la mappa resta a metà. Se un passo dura più di un'ora, chiedimi di aprirlo è la regola della misura giusta, messa in mano a chi ti intervista.

La mappa la firmi te

Quello che esce dall'intervista è una bozza. Rileggila riga per riga e correggi: l'assistente scrive quello che gli hai detto, e quello che gli hai detto la prima volta è sempre un po' più ordinato della realtà.

Laboratorio: la mappa di un tuo processo

Obiettivo: una tabella come quella del preventivo, con i tuoi passi e i tuoi numeri. Serve nella Lezione 2, quindi tienila da parte.

Consegna

  1. Scegli un processo che fai almeno una volta a settimana e che ti pesa. Scrivilo con un verbo e un oggetto, e scrivi accanto qual è l'innesco e qual è il risultato.
  2. Tira fuori i passi, con l'intervista qui sopra oppure a mano. Pensa all'ultima volta che l'hai fatto davvero.
  3. Controlla la regola del verbo su ogni riga, e controlla che quello che esce da un passo sia quello che entra nel successivo.
  4. Riempi minuti e attese. Se non lo sai, scrivi la tua stima e mettici accanto un punto interrogativo: va bene anche approssimato, purché tu sappia dove.
  5. Fai le due somme e scrivile in fondo, con la data di oggi.

Risultato atteso

Da cinque a dodici righe e due numeri con una data. Se ti sono venute venti righe hai spezzato troppo; se te ne sono venute tre, dentro a una di quelle c'è un altro processo.

Mini-test di autoverifica

Istruzioni

Sezione A: 4 domande a risposta multipla (1 punto). Sezione B: 1 domanda aperta (3 punti). Totale 7. Soglia: 60% (5/7).

Sezione A: risposta multipla

  1. «L'amministrazione» è:
    a) un processo   b) un'area di lavoro che contiene processi   c) un passo   d) un innesco
  2. L'astrazione, nel pensiero computazionale, serve a:
    a) rendere il discorso più teorico   b) togliere i dettagli che non cambiano quello che fai   c) accorciare i testi   d) dare i nomi ai passi
  3. Un passo che dura tre ore:
    a) va bene così   b) va aperto, perché dentro c'è ancora un processo   c) va cancellato   d) va delegato subito
  4. Minuti di lavoro e giorni di calendario:
    a) dicono la stessa cosa   b) si sommano   c) dicono due cose diverse e si migliorano con mosse diverse   d) contano solo i minuti

Sezione B: risposta aperta

  1. (3 punti) Prendi il processo che hai mappato e scrivi in tre righe dove se ne va il tempo del cliente. Indica una riga precisa della tua tabella e di' se quel tempo è lavoro oppure attesa.
Mostra risposte corrette

Sezione A

  1. b: manca l'innesco e manca il risultato, quindi è un contenitore da aprire.
  2. b: il colore del telaio si butta, l'amministratore di condominio si tiene.
  3. b: sopra l'ora il passo nasconde una sequenza, e finché resta chiuso non si delega.
  4. c: i minuti dicono quanto costa a te, i giorni dicono che esperienza ha il cliente.

Sezione B, risposta modello

5. Esempio: «Dei miei otto giorni, quattro stanno sulla riga 7, mandare e richiamare. Quel tempo è attesa: il documento è già partito e sto aspettando che il cliente risponda. I minuti di lavoro su quella riga sono dieci.» Chi arriva a separare i dieci minuti dai quattro giorni ha capito la lezione, perché sono due problemi diversi con due rimedi diversi.

Valutazione (su 7)

  • 7: ottimo. 5-6: sufficiente. < 5: rileggi la sezione sulle sei colonne e rifai la tabella: la Lezione 2 lavora tutta lì sopra.

Riassunto della lezione

Cosa hai imparato

  • Un processo ha innesco, passi e risultato. Quello che non ce li ha è un'area di lavoro, e va aperta per trovarci dentro i processi.
  • Le quattro mosse sono scomporre, riconoscere gli schemi, astrarre e scrivere l'algoritmo. Si fanno su un foglio, senza codice.
  • La regola del verbo tiene i passi alla misura in cui si possono dare a qualcuno.
  • Si misurano due numeri separati: i minuti di lavoro e i giorni di calendario.
  • L'assistente AI qui fa le domande, e la mappa la firmi te.

Prossimi passi

Nella Lezione 2, Calcolo o giudizio prendiamo la tabella che hai appena riempito e ci passiamo sopra con una domanda sola, riga per riga. Alla fine avrai due mucchi, un passo scelto e la frase che ferma la macchina quando serve.

Questa è la prima mossa di Divide et Delega

Il metodo completo si applica a tutta l'azienda, un processo per volta, in ventiquattro serate in diretta. Si lavora sui tuoi.

Vedi il percorso
Federico BoggiaRispondo io, in giornata

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