Introduzione e obiettivi
Nelle due lezioni precedenti abbiamo imparato a leggere i numeri con la statistica descrittiva (Lezione 5) e a costruire pivot e funzioni per aggregare i dati del nostro caso di cantiere (Lezione 6). Ora abbiamo un mucchio di numeri corretti, ma c'è un problema concreto: nessun capocantiere, direttore lavori o committente ha tempo di leggere una tabella da 4.000 righe. La domanda che mi sento fare più spesso in aula è proprio questa: "Federico, i dati ce li ho, ma come faccio a farli vedere a chi deve decidere?"
La risposta è la data visualization: l'arte e la tecnica di trasformare dati in immagini che si capiscono a colpo d'occhio. Non è decorazione, è comunicazione. Un grafico fatto bene fa risparmiare ore di riunione; un grafico fatto male, o peggio ingannevole, può far prendere la decisione sbagliata su un appalto da centinaia di migliaia di euro.
In questa lezione faremo questo percorso, sempre calato sul nostro edificio/cantiere:
- I principi che rendono un grafico chiaro: rapporto dato/inchiostro, colore, accessibilità.
- Come scegliere il grafico giusto a seconda della domanda che fai ai dati, e come riconoscere i grafici che mentono (assi tagliati, scale truccate).
- Come passare dal foglio Excel alla dashboard: layout, gerarchia, indicatori a colpo d'occhio.
- Come costruirla in Excel, lo strumento che hai già: scorecard con la formattazione condizionale, tabelle pivot e grafici puliti, senza installare nulla.
- I KPI che contano in edilizia: SAL, scostamento costi/tempi (4D-5D), consumi, CO₂, indici di sicurezza, scarti.
Obiettivi della lezione
Al termine sarai in grado di: (1) applicare i principi della visualizzazione per costruire grafici leggibili e onesti; (2) scegliere il tipo di grafico corretto in base al confronto che vuoi mostrare; (3) riconoscere e smontare un grafico ingannevole; (4) progettare il layout di una dashboard di una pagina con la giusta gerarchia visiva; (5) popolarla con i KPI rilevanti per un cantiere o per la gestione di un edificio. Tutto a partire dal dataset del tuo caso, senza scrivere una riga di codice.
Il principio che porteremo con noi per tutta la lezione è uno solo: una dashboard non serve a contenere tutti i dati, serve a far prendere una decisione. Se davanti a un grafico chi guarda non sa cosa fare dopo, quel grafico ha fallito. Teniamolo a mente in ogni scelta che faremo.
Laboratorio lampo: ripasso di statistica, pivot e primo grafico
Prima di tuffarci nei principi, riscaldiamo i muscoli delle ultime due lezioni: la statistica descrittiva (Lezione 5) e le tabelle pivot (Lezione 6). Lo facciamo in una ventina di minuti su un pezzetto reale del nostro edificio Via Piemonte (i consumi elettrici per piano) e chiudiamo con il tuo primo grafico della giornata, quello che nel resto della lezione impareremo a rendere chiaro e onesto. Si lavora in Excel (o Google Sheets).
Scarica il dataset del ripassoQuesto file è già pulito: qui l'obiettivo è ripassare analisi e grafici, non la pulizia (quella la rivediamo nel laboratorio finale). Ricorda il separatore ; se lo importi con Dati → Da testo/CSV.
A. Statistica descrittiva (ripasso Lezione 5)
Sulle 12 letture della colonna Consumo_kWh calcola gli indicatori con le funzioni che già conosci:
=MEDIA(...) -> 2.533 kWh
=MEDIANA(...) -> 2.075 kWh
=MIN(...) -> 1.850 kWh
=MAX(...) -> 4.100 kWh
=DEV.ST(...) -> ~923 kWh
Attenzione alla spia: la media (2.533) è sensibilmente più alta della mediana (2.075). Come hai visto in Lezione 5, quando media e mediana divergono così c'è quasi sempre un gruppo di valori anomali che "tira su" la media; e la deviazione standard alta conferma che i piani non consumano in modo uniforme. Ma quale piano fa da anomalo? Da una colonna di 12 numeri non si vede a colpo d'occhio: bisogna aggregare e poi disegnare.
B. Tabella pivot (ripasso Lezione 6)
Inserisci > Tabella pivot sull'intero dataset: Piano nelle Righe, Somma di Consumo_kWh nei Valori. Poi, accanto, calcola l'indicatore giusto per confrontare piani di dimensioni diverse (i kWh/m²) dividendo il consumo totale per la superficie del piano:
| Piano | Consumo totale | Superficie | kWh/m² |
|---|---|---|---|
| Piano 1 | 6.080 kWh | 320 m² | 19,0 |
| Piano 2 | 5.700 kWh | 300 m² | 19,0 |
| Piano 3 | 12.160 kWh | 320 m² | 38,0 |
| Piano 4 | 6.460 kWh | 340 m² | 19,0 |
Ecco l'anomalo: il Piano 3 consuma 38 kWh/m², il doppio dei 19 kWh/m² degli altri piani. La pivot ha trasformato 12 numeri sparsi in 4 numeri che parlano. (Nota: era proprio il Piano 3 a gonfiare media e deviazione standard del punto A.)
C. Il primo grafico
Seleziona i kWh/m² per piano e Inserisci > Grafico a barre. Colora di rosso solo la barra del Piano 3 e lascia grigie le altre: in un secondo chiunque vede il problema, molto meglio di una tabella o di una colonna di indici statistici.
Da qui parte la lezione di oggi
Hai appena rifatto il percorso delle ultime due lezioni: sai ricavare i numeri giusti (statistica descrittiva, L5) e aggregarli (pivot, L6). Il grafico del Piano 3 che hai appena fatto è però ancora grezzo. Da adesso impariamo a trasformare numeri e pivot in immagini che fanno decidere (chiare, oneste e leggibili a colpo d'occhio) e a fine lezione saprai rendere quel grafico impeccabile.
Principi di data visualization
Prima di aprire qualsiasi strumento, dobbiamo capire perché alcuni grafici funzionano e altri no. La visualizzazione dei dati è una disciplina con regole precise, studiate da decenni (pensa a Edward Tufte, che ha definito molti dei concetti che useremo). Vediamo i principi che useremo davvero, uno per uno, con esempi di cantiere.
1. Chiarezza prima di tutto
Un grafico ha un solo messaggio principale. Prima di scegliere colori e tipi di grafico, scrivi su un foglio la frase che il grafico deve far capire. Per esempio: "il consumo elettrico del piano 3 è doppio rispetto agli altri piani" oppure "la lavorazione intonaci è in ritardo di 9 giorni sul cronoprogramma". Se non riesci a scrivere quella frase, il grafico non è ancora pronto.
Da questo discende una regola operativa fondamentale: il titolo del grafico deve essere il messaggio, non l'argomento. Non scrivere "Consumi per piano"; scrivi "Il piano 3 consuma il doppio degli altri: probabile dispersione". Il primo descrive cosa c'è sull'asse, il secondo dice a chi guarda cosa pensare e cosa fare.
2. Il rapporto dato/inchiostro (data-ink ratio)
È il concetto più importante della lezione. Il data-ink ratio è il rapporto tra l'"inchiostro" (o i pixel) che rappresentano davvero dati e l'inchiostro totale del grafico. L'obiettivo è massimizzarlo: ogni elemento che non porta informazione va rimosso.
Cosa togliere quasi sempre da un grafico di cantiere:
- Effetti 3D: una torta o un istogramma in 3D distorce le proporzioni. Una fetta in primo piano sembra più grande di una identica sul retro. Mai usare il 3D per dati seri.
- Sfondi colorati, ombre, sfumature, bordi spessi: rumore puro.
- Linee della griglia troppo marcate: tienile leggere e grigie, o toglile del tutto.
- Legende ridondanti: se hai una sola serie di dati, la legenda è inutile. Spesso conviene etichettare direttamente le linee/barre.
- Decimali superflui: scrivere "consumo 1.243,7891 kWh" è falsa precisione. "1.244 kWh" o "1,2 MWh" comunica meglio.
Tip: la regola del "togli finché non rompi"
Quando rifinisci un grafico, prova a togliere un elemento alla volta (griglia, bordo, ombra, decimale, legenda). Se il messaggio resta chiaro, l'elemento era superfluo: tienilo via. Continua finché togliere qualcosa rende il grafico meno comprensibile. Quello è il punto giusto. Di solito una dashboard di cantiere "scarna" è molto più professionale e leggibile di una piena di effetti.
3. Colore: usalo per significare, non per decorare
Il colore è lo strumento più potente e più abusato. Tre regole pratiche:
- Colore = significato. In una dashboard di cantiere usa una semantica coerente e ripetila ovunque: verde = nei tempi/nel budget/conforme, giallo/ambra = attenzione/soglia vicina, rosso = ritardo/sforamento/non conforme. Se il rosso significa "ritardo" in un grafico, non può significare "fase A" in quello accanto.
- Evidenzia solo ciò che conta. Se vuoi far notare che una sola lavorazione è in ritardo, colora di rosso solo quella barra e lascia tutte le altre grigie. L'occhio va subito dove serve. Colorare tutto con dieci colori diversi equivale a non evidenziare niente.
- Pochi colori. Una dashboard ben fatta usa 2-3 colori più le gradazioni di grigio. Le palette arcobaleno sono quasi sempre un errore.
4. Accessibilità: il grafico deve funzionare per tutti
Circa l'8% degli uomini ha una qualche forma di daltonismo (il più comune è la difficoltà a distinguere rosso e verde). In un cantiere, dove i destinatari della dashboard sono molti, questo conta davvero. Regole:
- Non affidare il significato al solo colore. Se "rosso = ritardo", aggiungi anche un'icona (un triangolo di attenzione), un'etichetta testuale ("-9 gg") o un pattern. Così chi non distingue rosso e verde capisce comunque.
- Usa palette color-blind safe (per esempio blu/arancione invece di rosso/verde quando il rosso/verde non è indispensabile). Anche in Excel puoi scegliere una combinazione di colori accessibile dal menù dei temi grafico, oppure impostarla a mano.
- Contrasto sufficiente tra testo e sfondo, e dimensioni dei caratteri leggibili anche su un monitor visto da lontano in cantiere o proiettato in riunione.
5. Onestà: il principio che non si negozia
Un grafico deve rappresentare i dati senza distorcerli. La distorsione più comune è l'asse Y che non parte da zero nei grafici a barre. Lo vediamo in dettaglio nella prossima sezione, perché in edilizia, dove si discute di soldi e di sicurezza, un grafico ingannevole non è solo brutto: può essere un problema contrattuale.
Attenzione: la dashboard non è un quadro
L'errore più frequente di chi inizia è voler fare la dashboard "bella". Una dashboard non si valuta dall'estetica ma dalla velocità con cui chi guarda capisce e decide. Se un dirigente impiega più di pochi secondi a leggere lo stato del cantiere, la dashboard ha un problema, anche se è piena di colori e animazioni. Bello = chiaro, non bello = decorato.
Scegliere il grafico giusto ed evitare gli inganni
Esiste il grafico giusto per la domanda che stai facendo ai dati. Il primo passo è sempre chiederti: che tipo di confronto voglio mostrare? Da lì discende il tipo di grafico. Questa è la tabella che faccio tenere appesa accanto al PC ai miei corsisti.
| Vuoi mostrare… | Grafico consigliato | Esempio di cantiere/edificio |
|---|---|---|
| Confronto tra categorie | Barre (orizzontali se le etichette sono lunghe) | Costo per fase di lavorazione (fondazioni, struttura, impianti…) |
| Andamento nel tempo | Linee (o area se vuoi enfatizzare il volume) | Avanzamento % del SAL settimana per settimana |
| Composizione (parti di un tutto) | Barra impilata 100% (meglio della torta) | Ripartizione dei costi: manodopera / materiali / noli / oneri sicurezza |
| Relazione tra due variabili | Dispersione (scatter) | Superficie del piano vs consumo elettrico (per scoprire dispersioni) |
| Un singolo numero chiave | Scorecard / "big number" con confronto | SAL complessivo: 62% (target 70%) |
| Avanzamento verso un obiettivo | Barra di avanzamento o gauge (con misura) | Ore di formazione sicurezza erogate vs previste |
| Distribuzione di valori | Istogramma | Distribuzione dei tempi di posa per appartamento |
La torta: usarla con il contagocce
Il grafico a torta è il più amato dai non addetti ai lavori e il più problematico. L'occhio umano confronta male gli angoli e le aree: se hai 5 fette di dimensioni simili, è quasi impossibile dire quale è più grande. Regola pratica: usa la torta solo con 2-3 fette e quando una domina chiaramente. In tutti gli altri casi una semplice barra ordinata dalla più grande alla più piccola comunica meglio. Esempio: per la ripartizione di un quadro economico in 8 voci, una barra orizzontale ordinata è immediata; una torta a 8 fette è un rebus.
I grafici ingannevoli: come riconoscerli e non farli
Questo è il cuore "etico" della lezione. Vediamo gli inganni più comuni con un esempio numerico concreto. Immaginiamo i consumi mensili di gasolio di un cantiere (litri):
Mese Litri gasolio
Gennaio 4.200
Febbraio 4.350
Marzo 4.500
Aprile 4.480
Inganno 1: l'asse Y tagliato. Su un grafico a barre, se l'asse Y invece di partire da 0 parte da 4.000, la barra di marzo (4.500) appare cinque volte più alta di quella di gennaio (4.200), quando in realtà la differenza è solo del 7%. È il trucco che si vede ovunque per "drammatizzare" un aumento. In un grafico a barre l'asse Y deve SEMPRE partire da zero, perché la lunghezza della barra rappresenta la quantità. Calcoliamo: aumento reale da gennaio a marzo = (4.500 - 4.200) / 4.200 = +7,1%. Un asse tagliato lo farebbe sembrare un +200%. In un contratto, presentare così uno scostamento è scorretto.
Eccezione: nei grafici a linee che mostrano un andamento, tagliare l'asse può essere accettabile per leggere meglio le variazioni, ma va dichiarato esplicitamente (etichetta sull'asse) per non ingannare.
Inganno 2: il doppio asse Y "creativo". Mettere due serie con due assi Y diversi e scegliere le scale in modo da far sembrare che due grandezze si muovano insieme (o opposte). Usalo solo quando ha senso fisico e con scale oneste.
Inganno 3: il cherry picking dell'intervallo. Mostrare solo le ultime 3 settimane in cui i costi calano, nascondendo le 10 precedenti in cui salivano. La scelta dell'intervallo temporale cambia completamente la storia. Regola: mostra un intervallo rappresentativo, non quello che ti fa comodo.
Inganno 4: il volume al posto della lunghezza. Usare immagini o bolle dove l'occhio percepisce l'area (o il volume in 3D), ma il software le ha scalate in altezza. Una bolla "doppia" in raggio ha 4 volte l'area: comunica un'esagerazione.
Attenzione: perché in edilizia conta davvero
Una dashboard di cantiere viene letta da committenti, direzione lavori, RUP, a volte in contesti pre-contenzioso. Un grafico con l'asse tagliato che fa sembrare uno scostamento costi enorme (o, al contrario, lo nasconde) può influenzare una decisione su una riserva, una penale, un SAL. L'onestà del grafico non è pignoleria accademica: è tutela professionale tua e dell'impresa. Fai grafici che difenderesti davanti a un tecnico di parte avversa.
Dal foglio alla dashboard
Una dashboard (cruscotto) è un insieme di indicatori e grafici organizzati su una sola schermata, pensati per dare a colpo d'occhio lo stato di qualcosa (nel nostro caso un cantiere o un edificio) e per aggiornarsi quando i dati cambiano. La differenza con un foglio Excel pieno di grafici sparsi è tutta nell'organizzazione.
Il principio della piramide rovesciata
Pensa a un cruscotto come a un articolo di giornale: in alto il titolo e la notizia più importante, poi i dettagli, poi gli approfondimenti. In una dashboard l'occhio (nelle culture occidentali) parte in alto a sinistra e scende a zig-zag. Quindi:
- In alto: i 3-5 KPI principali come "big number" (scorecard). Lo stato di salute del cantiere in un secondo: SAL %, scostamento costi, scostamento tempi, indice infortuni.
- Al centro: i grafici di andamento e confronto che spiegano i numeri di sopra (curva SAL, costi per fase).
- In basso / a lato: il dettaglio, i filtri, le tabelle di supporto, le note.
Gerarchia visiva
La gerarchia si crea con dimensione, posizione e colore. L'indicatore più importante è il più grande e sta in alto a sinistra. Gli elementi secondari sono più piccoli e più in basso. Il colore acceso lo riservi a ciò che richiede attenzione (un KPI in rosso), mentre tutto il resto resta neutro. Se tutto è grande e colorato, niente è importante.
Indicatori "a colpo d'occhio": lo scostamento, non solo il valore
Un numero da solo dice poco. "SAL 62%" non significa nulla finché non sai che il target a quella data era 70%. Il valore utile è quasi sempre un confronto: valore vs target, valore vs periodo precedente, valore vs budget. Quindi ogni KPI in dashboard dovrebbe mostrare:
- il valore attuale (grande),
- il confronto (es. "−8 punti sul target", con freccia e colore),
- un micro-trend opzionale (sparkline, una mini-linea che mostra l'andamento recente).
Ecco un esempio testuale di come progetto un "blocco scorecard" di cantiere prima ancora di aprire lo strumento (lo disegno così su carta):
+-------------------------+ +-------------------------+
| SAL | | SCOSTAMENTO COSTI |
| 62% | | +4,3% |
| v target 70% (-8 pt) | | ^ budget (ROSSO) |
+-------------------------+ +-------------------------+
+-------------------------+ +-------------------------+
| SCOSTAMENTO TEMPI | | INDICE INFORTUNI |
| -9 giorni | | 0 nelle ultime 4 sett. |
| ^ ritardo (ROSSO) | | v (VERDE) |
+-------------------------+ +-------------------------+
Nota che ho già deciso prima quali sono i 4 numeri che contano, dove vanno e di che colore. Lo strumento serve solo a realizzare questo schema, non a deciderlo.
Le regole operative del layout
- Una dashboard = una pagina = uno schermo. Se devi scrollare molto, probabilmente hai messo troppo. Decidi cosa togliere.
- Allineamento. Allinea gli elementi su una griglia. Box disallineati sembrano disordinati e si leggono peggio.
- Raggruppa per tema. Tutti i KPI di costo insieme, tutti quelli di tempo insieme, tutti quelli di sicurezza insieme.
- Filtri visibili. Se la dashboard filtra per cantiere, per periodo o per fase, i controlli vanno in alto, ben visibili.
- Data di aggiornamento. Scrivi sempre "dati aggiornati al gg/mm/aaaa". Una dashboard senza data è inaffidabile: chi la guarda non sa se sta decidendo su dati di oggi o di tre mesi fa.
Tip: progetta per chi legge, non per te
La stessa base dati produce dashboard diverse a seconda del destinatario. Il capocantiere vuole le lavorazioni in ritardo e le risorse di domani. Il committente/RUP vuole SAL, costi e tempi rispetto al contratto. Il responsabile energia di un edificio vuole consumi e CO₂. Chiediti sempre: "chi guarda questa pagina e quale decisione deve prendere?". È la domanda che fa la differenza tra una dashboard usata e una ignorata.
Costruire la dashboard in Excel
Qui teniamo le cose semplici: non ci serve nessun software nuovo. Excel (quello che hai già sul PC e che usi da anni) basta e avanza per costruire una dashboard di cantiere pulita e professionale. Restiamo dentro Excel per un motivo preciso: così ti concentri sul ragionamento (quali numeri mostrare, quali grafici, quali colori) e non sui pulsanti di uno strumento che dovresti imparare da zero. Tutto quello che facciamo qui funziona in modo quasi identico anche in Google Sheets, se preferisci lavorare nel browser.
I tre mattoni che ti servono
Una dashboard in Excel è fatta di tre elementi che già conosci o che impari in cinque minuti:
- La tabella pivot: aggrega i dati grezzi (l'abbiamo vista in Lezione 6). È da qui che escono i numeri della dashboard: costo per fase, ripartizione per voce, avanzamento. Prima la pivot, poi il grafico.
- Il grafico (anche il grafico pivot, che si aggiorna insieme alla pivot), la parte visiva: barre, linee, barra impilata.
- Le scorecard: i "big number" in alto, costruiti con celle grandi e la formattazione condizionale per il colore.
Le scorecard: i "big number" con celle e formattazione condizionale
In Excel una scorecard è semplicemente un blocco di celle curato bene. Per ogni KPI:
- Una cella grande con il valore (carattere 28-40 pt), che punta al risultato della pivot o a una formula (es.
=Eseguito/Contrattoper il SAL). - Una cella piccola sotto con il confronto rispetto al target (es. "−8 pt sul target"), con la freccia e il colore.
- Formattazione condizionale per il colore automatico: verde se il valore è nel target, rosso se lo sfora. Così il colore segue il dato e non lo devi cambiare a mano ogni settimana.
- Set di icone (frecce ▲/▼) dalla formattazione condizionale: aggiungono un segnale non affidato al solo colore, utile per l'accessibilità.
- Sparkline (menu Inserisci > Sparkline > Linea): una mini-linea dentro una singola cella per il micro-trend recente accanto al numero.
I grafici, puliti
Selezioni i dati (o la pivot), poi Inserisci > Grafici consigliati e scegli il tipo giusto secondo la tabella della sezione precedente. Il grafico che Excel ti propone di default è quasi sempre da ripulire applicando i principi della lezione:
- Togli gli effetti 3D (usa sempre i grafici 2D), le ombre e i bordi spessi.
- Alleggerisci o togli le linee della griglia; per le barre, controlla che l'asse verticale parta da 0 (in Excel: Formato asse > Minimo = 0).
- Aggiungi le etichette dati direttamente sulle barre e, quando hai una sola serie, togli la legenda.
- Un solo colore acceso per evidenziare ciò che conta (la fase in sforamento), il resto in grigio.
- Il titolo del grafico deve essere il messaggio ("Impianti +6% sul budget"), non l'argomento ("Costi per fase").
Montare la pagina
La dashboard vera e propria è un foglio in cui disponi tutto su una griglia di celle: la fascia delle scorecard in alto, i grafici sotto, allineati. Qualche accorgimento pratico di Excel:
- Usa l'area di stampa (o lo zoom) per far stare tutto in uno schermo/una pagina.
- I Segmenti (Slicer, sulle tabelle pivot) sono filtri visivi da mettere in alto: per fase, per periodo.
- Scrivi in un angolo "dati aggiornati al gg/mm/aaaa": senza data la dashboard non è affidabile.
- Tieni i dati grezzi e le pivot in fogli separati ("dati", "pivot", "dashboard"): la pagina che mostri resta pulita.
Tip: prima la carta, poi Excel
Chi inizia perde ore a smanettare con i pulsanti e zero minuti a progettare cosa mostrare. Ribalta l'ordine: prima decidi su carta i KPI e il layout (come abbiamo fatto nella sezione precedente), poi apri Excel. Una dashboard ben progettata su carta la monti in mezz'ora; una dashboard non progettata non viene bene con nessuno strumento: né Excel né software più costosi.
KPI dashboard di cantiere ed edificio
Un KPI (Key Performance Indicator) è un indicatore che misura quanto stiamo andando bene rispetto a un obiettivo. In edilizia i KPI sono il linguaggio con cui si dialoga con la direzione lavori e il committente. Ne abbiamo introdotti i principi nella Lezione 5 (KPI SMART); qui vediamo quali sono concretamente e come metterli in dashboard. Li raggruppo per area.
1. Avanzamento: il SAL
Il SAL (Stato Avanzamento Lavori) è la percentuale di lavoro completato rispetto al totale previsto, e si usa anche per i pagamenti all'impresa. Si calcola tipicamente come valore dei lavori eseguiti sul valore contrattuale totale.
SAL % = (Valore lavori eseguiti / Valore contrattuale totale) x 100
Esempio:
Lavori eseguiti a oggi: 620.000 EUR
Valore contrattuale: 1.000.000 EUR
SAL = 620.000 / 1.000.000 x 100 = 62%
In dashboard il SAL si mostra benissimo con: una scorecard ("62%"), una barra di avanzamento verso il target, e una curva nel tempo (la classica curva a "S" del SAL pianificato vs effettivo). Confrontando la curva pianificata con quella reale si vede subito se siamo avanti o indietro.
2. Costi e tempi: il legame con BIM 4D e 5D
Nel BIM, la dimensione 4D aggiunge al modello il tempo (il cronoprogramma, le fasi costruttive); la dimensione 5D aggiunge i costi (computo, quadro economico). Questo significa che il modello BIM può alimentare direttamente i KPI di tempo e costo della nostra dashboard. I due indicatori chiave sono gli scostamenti:
Scostamento COSTI = (Costo effettivo - Costo previsto) / Costo previsto x 100
Scostamento TEMPI = Giorni di anticipo (+) o ritardo (-) sul cronoprogramma
Esempio fase "Struttura in c.a.":
Costo previsto: 180.000 EUR
Costo effettivo: 187.700 EUR
Scostamento costi = (187.700 - 180.000) / 180.000 x 100 = +4,3% -> ROSSO
Fine prevista: 12 lug
Fine effettiva: 21 lug
Scostamento tempi = -9 giorni (ritardo) -> ROSSO
Concetto più avanzato (cenni di Earned Value, utile da conoscere): si confrontano valore pianificato, valore acquisito (lavoro fatto valorizzato a budget) e costo effettivo. Da qui due indici molto usati in dashboard:
CPI (indice di efficienza dei costi) = Valore acquisito / Costo effettivo
CPI > 1 -> sotto budget (bene)
CPI < 1 -> sopra budget (attenzione)
SPI (indice di efficienza dei tempi) = Valore acquisito / Valore pianificato
SPI > 1 -> in anticipo
SPI < 1 -> in ritardo
Per questo corso basta sapere che CPI e SPI esistono: ti permette di leggere dashboard professionali e di capire cosa misura il software BIM 5D.
3. Sostenibilità: consumi e CO₂
La "G" di Green & Digital Construction vive qui. KPI tipici per la gestione dell'edificio (e per un cantiere attento):
- Consumo energetico: kWh totali e kWh/m² (per confrontare piani o edifici di dimensioni diverse). Il rapporto per metro quadro è il KPI giusto: confrontare i kWh assoluti di un piano grande con uno piccolo non ha senso.
- Emissioni di CO₂: si stimano dai consumi tramite fattori di emissione. Esempio: 1 kWh di energia elettrica prelevata dalla rete ha un fattore di emissione (che dipende dal mix energetico nazionale). Se l'edificio consuma 120.000 kWh/anno e il fattore è circa 0,28 kg CO₂/kWh, allora 120.000 x 0,28 = 33.600 kg CO₂/anno (33,6 tonnellate). Il fattore esatto va preso da fonti ufficiali aggiornate; il principio è consumo x fattore di emissione.
- Quota di rinnovabile: % di energia da fotovoltaico/altre fonti rinnovabili sul totale.
4. Sicurezza
In cantiere la sicurezza è un KPI di prima importanza. Indicatori comuni:
- Indice di frequenza degli infortuni (numero infortuni rapportato alle ore lavorate, tipicamente x 1.000.000 di ore).
- Giorni senza infortuni (un "big number" che fa molto effetto in dashboard e ha valore motivazionale).
- % di lavoratori formati e con DPI conformi; near miss segnalati (i mancati incidenti, che sono un ottimo indicatore preventivo).
- Non conformità sicurezza aperte vs chiuse.
5. Qualità e sprechi: gli scarti
- Scarti / sprechi di materiale: % di materiale ordinato non utilizzato (legato sia ai costi sia alla sostenibilità). Esempio: ordinati 1.000 m² di piastrelle, posati 920 m², scarto = 80/1.000 = 8%.
- Rilavorazioni (rework): % di lavorazioni rifatte per difetti; pesa su costi e tempi.
- Non conformità qualità rilevate e tempo medio di chiusura.
Tip: scegli pochi KPI, ma giusti
La tentazione è mettere 20 indicatori. Sbagliato. Una dashboard di cantiere efficace ne ha 4-6 principali in evidenza (uno per area: avanzamento, costi, tempi, sicurezza, sostenibilità) e il resto come dettaglio approfondibile. Per ogni KPI assicurati che ci sia un target e una fonte dati chiara: senza target il numero non si può interpretare, senza fonte non è difendibile. È esattamente la "scheda KPI" che avete preparato in Lezione 5.
Laboratorio: da dataset grezzo a dashboard, tutto in Excel
Adesso si fa, e si fa il percorso completo in un unico foglio Excel (o Google Sheets, è identico): parti da un dataset grezzo del nostro edificio/cantiere, lo pulisci, costruisci le tabelle pivot e infine trasformi tutto in una dashboard a una pagina. È il filo pulizia → pivot → visualizzazione che tiene insieme le Lezioni 3, 6 e 7.
Consegna
(1) Il foglio Excel con: i dati puliti, le pivot e una dashboard a una pagina (un solo schermo) con almeno 4 KPI in alto e 2-3 grafici a supporto. (2) 3 insight scritti: tre frasi, ciascuna con il dato che la sostiene e l'azione suggerita (es. "La fase Impianti è a +6,1% sul budget: convocare il subappaltatore prima del prossimo SAL"). Consegna il file (o il link) + il documento dei 3 insight.
Passo 1: Scarica e pulisci il dataset (25 minuti)
Una dashboard è buona solo quanto i dati che la alimentano. Parti dal quadro economico e avanzamento lavori del nostro edificio Via Piemonte, così come lo esporta il gestionale di commessa: grezzo, con tutti i difetti che trovi nella realtà. Una riga = una voce di costo di una fase (manodopera, materiali, noli, sicurezza).
Scarica il dataset «sporco»Il file usa il punto e virgola (;) come separatore e la virgola come decimale, come lo esporta Excel in italiano: se aprendolo vedi tutto in una colonna sola, importalo con Dati → Da testo/CSV e scegli ; come delimitatore. Fa parte dell'esercizio.
Vuoi verificare la tua pulizia o partire direttamente dai dati sistemati (per concentrarti su pivot e dashboard)? Qui sotto c'è lo stesso quadro economico già ripulito: 20 righe, intestazioni pulite, avanzamento già in percentuale. Il consiglio è di provare prima a pulirlo da solo dal file «sporco» e poi confrontarlo con questo.
Scarica il dataset già pulito (soluzione)Prima di poter aggregare o disegnare qualsiasi cosa, sistema questi problemi (sono gli stessi che hai imparato a trattare nelle Lezioni 3 e 6):
- Righe di troppo: togli le due righe di titolo in cima, la riga vuota e la riga
TOTALEin mezzo ai dati (i totali li ricalcola la pivot). - Nomi non uniformi: "STRUTTURE", "Strutture in c.a.", "strutture" sono la stessa Fase → uniforma a Strutture. Idem per le Voci: "Mano d'opera"/"manodopera" → Manodopera, "noleggi" → Noli, "oneri sicurezza" → Sicurezza.
- Duplicato: c'è una riga ripetuta (Strutture / Materiali) → usa Dati > Rimuovi duplicati.
- Numeri come testo: togli i simboli e le unità dalle celle ("€ 22.000", "130000 EUR") e porta tutto a numero puro; la cella
n.d.del costo effettivo è un valore mancante (mettila a 0, quella voce non ha ancora speso). - Avanzamento coerente: decidi una sola convenzione e portalo a percentuale, scrivendolo col simbolo
%:0,9,90%e90devono diventare tutti 90%. Scritto così, Excel lo memorizza come0,9e lo mostra come90%: potrai calcolare l'eseguito con una semplice moltiplicazione, senza dividere per 100. - Date come date: uniforma i formati ("30-05-2026", "8 giu", "30/6/26") a un'unica data vera; lascia vuota la Fine effettiva delle fasi ancora in corso (Impianti, Finiture).
Alla fine devi avere una tabella pulita con 20 righe e intestazioni chiare: Fase, Voce, Valore_contratto, Avanzamento, Costo_effettivo, Fine_prevista, Fine_effettiva. Tienila in un foglio chiamato dati e non toccare più l'originale.
Passo 2: Progetta su carta PRIMA (10 minuti)
Disegna a mano lo schema della pagina, come abbiamo fatto nella sezione dashboard. Decidi:
- Chi è il destinatario (capocantiere? committente? gestore edificio?).
- I 4-6 KPI in alto e il loro target.
- I 2-3 grafici di supporto e il tipo giusto per ciascuno (usa la tabella della sezione "grafico giusto").
- La semantica dei colori (verde/ambra/rosso) e cosa evidenziare.
Passo 3: Crea le tabelle pivot (20 minuti)
Dai dati puliti alle aggregazioni, con lo strumento della Lezione 6. Prima aggiungi nel foglio dati una colonna di appoggio che ti servirà per il SAL e per lo scostamento:
Eseguito_budget = Valore_contratto * Avanzamento
(= valore dei lavori eseguiti, valorizzati a budget)
Avanzamento e' gia' una percentuale (90% = 0,9): NON si divide per 100.
Poi seleziona tutta la tabella (Inserisci > Tabella pivot) e costruisci due pivot:
- Pivot A, per fase: Fase nelle Righe; nei Valori metti Somma di Valore_contratto, Somma di Eseguito_budget e Somma di Costo_effettivo. È la base per costi per fase, SAL e scostamento.
- Pivot B, per voce: Voce nelle Righe, Somma di Costo_effettivo nei Valori (aggiungi una seconda copia impostata su "% del totale generale"). È la ripartizione dei costi.
Se hai pulito bene, questi sono i numeri che devi ritrovare (usali per autoverificarti):
| Fase | Costo effettivo | Eseguito a budget | Scostamento costi | Scostamento tempi |
|---|---|---|---|---|
| Fondazioni | 126.000 € | 130.000 € | −3,1% | +1 gg |
| Strutture | 281.600 € | 270.000 € | +4,3% | −9 gg |
| Murature | 138.000 € | 135.000 € | +2,2% | −4 gg |
| Impianti | 79.575 € | 75.000 € | +6,1% | in corso |
| Finiture | 7.000 € | 7.000 € | 0,0% | in corso |
| Totale | 632.175 € | 617.000 € | +2,5% | - |
SAL = Eseguito a budget / Valore contrattuale = 617.000 / 1.000.000 = 62%. Ripartizione costi (Pivot B): Materiali ≈ 45%, Manodopera ≈ 38%, Noli ≈ 13%, Sicurezza ≈ 4%.
Le due colonne di scostamento: da dove escono
Le colonne Scostamento costi e Scostamento tempi della tabella qui sopra non sono campi da trascinare nella pivot: la prima è un rapporto tra due colonne, la seconda nasce da date (che non si sommano). Ecco come ricavarle.
Scostamento costi (%), per fase. È quanto hai speso rispetto al valore che hai davvero prodotto: Costo_effettivo / Eseguito_budget − 1. Positivo = stai spendendo più del dovuto (sforamento, rosso); negativo = stai risparmiando (verde). Due modi per calcolarlo:
- Colonna accanto alla pivot (più semplice): nella Pivot A, in una cella a fianco della riga della fase, scrivi
= Costo_effettivo / Eseguito_budget - 1puntando alle due celle della pivot, e formatta come percentuale. Es. Impianti:79.575 / 75.000 - 1 = +6,1%. - Campo calcolato (dentro la pivot): Analisi tabella pivot > Campi, elementi e set > Campo calcolato, e crei
Scostamento = Costo_effettivo / Eseguito_budget - 1. Funziona perché è un rapporto tra somme, quindi resta corretto a livello di fase.
Scostamento tempi (giorni), per fase. Qui la pivot dei costi non aiuta: le date non si sommano. Costruisci una tabellina a parte, una riga per fase, con Fine_prevista e Fine_effettiva (all'interno di una fase sono uguali, quindi le peschi con CERCA.X oppure con una pivot che usa Massimo sulle date). Poi calcoli i giorni con = Fine_prevista - Fine_effettiva: positivo = anticipo (verde), negativo = ritardo (rosso), come nella Lezione 5. Le fasi ancora aperte, senza Fine_effettiva (Impianti, Finiture), restano «in corso».
Passo 4: Costruisci le scorecard dei KPI (25 minuti)
Crea i "big number" in alto, con celle grandi e la formattazione condizionale (vedi la sezione "Costruire la dashboard in Excel"). Per ciascuno: valore attuale, confronto con il target con freccia e colore, e dove ha senso una sparkline. Dal nostro dataset escono almeno questi quattro:
KPI da realizzare (dal quadro economico Via Piemonte):
- SAL 62% (target 70% -> ROSSO/AMBRA, -8 pt)
- Scostamento costi +2,5% (verde se <= 0, rosso se > 0 -> ROSSO)
- Scostamento tempi -9 gg (fase peggiore, Strutture -> ROSSO)
- Fasi in sforamento 2 su 5 (Strutture e Impianti > budget)
Suggerimento per il colore automatico: seleziona la cella dello scostamento costi e imposta una regola di formattazione condizionale "maggiore di 0 → testo rosso"; così la settimana prossima, se aggiorni i dati e lo scostamento diventa negativo, la cella diventa verde da sola.
Passo 5: Aggiungi i grafici di supporto (30 minuti)
Sotto le scorecard, inserisci 2-3 grafici che spiegano i numeri, costruiti sulle pivot del Passo 3 (seleziona la pivot e usa Grafico pivot, così si aggiorna insieme ai dati):
- Costo effettivo per fase (Pivot A): barre orizzontali ordinate dalla più grande, con in rosso solo Strutture e Impianti (le fasi in sforamento), il resto grigio.
- Scostamento costi per fase: barre che partono da 0, sopra lo zero in rosso (sforamento), sotto in verde (risparmio). Rende visibile che il problema è su Impianti (+6,1%) e Strutture (+4,3%).
- Ripartizione costi per voce (Pivot B): barra impilata 100% oppure barre ordinate (manodopera / materiali / noli / sicurezza).
- In alternativa, Avanzamento per fase: barra dell'Avanzamento per fase, per vedere a colpo d'occhio cosa è chiuso (Fondazioni 100%) e cosa è indietro (Finiture 5%).
Applica i principi: titoli che dicono il messaggio, asse delle barre da zero, colori coerenti, niente effetti 3D e niente rumore.
Passo 6: Rifinisci e scrivi i 3 insight (20 minuti)
Aggiungi la data di aggiornamento, un Segmento (Slicer) sulla Fase come filtro, allinea tutto su una griglia di celle, togli il superfluo e porta tutto in uno schermo. Poi leggi la tua dashboard e scrivi i 3 insight. Un insight ben fatto ha questa struttura:
[OSSERVAZIONE dai dati] + [PERCHE' conta] + [AZIONE suggerita]
Esempio (dal dataset Via Piemonte):
"Gli Impianti sono a +6,1% sul budget con solo il 30% eseguito:
se il trend continua, a fine fase lo sforamento sara' rilevante.
-> Rivedere ora il contratto col subappaltatore, prima del prossimo SAL."
Esercizio guidato: smonta un grafico ingannevole
Prima di consegnare, mettiti alla prova con questo. Ti do dei dati e una "tentazione".
Dati: consumo idrico settimanale del cantiere (m³): Sett. 1 = 95, Sett. 2 = 98, Sett. 3 = 101, Sett. 4 = 97. Domanda: un collega vuole fare un grafico a barre con l'asse Y che parte da 90 per "far vedere bene le differenze". Cosa rispondi e cosa proponi?
Mostra soluzione
Cosa c'è che non va. Con l'asse Y da 90, la barra della settimana 3 (101) avrebbe altezza 11 e quella della settimana 1 (95) altezza 5: la prima sembrerebbe più che doppia. In realtà l'aumento è (101 - 95) / 95 = +6,3%, una variazione piccola. Su un grafico a barre l'asse Y deve partire da 0, altrimenti si distorce la percezione delle quantità.
Cosa proporre. Tre opzioni oneste: (a) grafico a barre con asse da 0 (le barre saranno quasi uguali, ed è corretto: i consumi sono stabili); (b) se l'obiettivo è mostrare l'andamento, un grafico a linee, dove tagliare l'asse è più accettabile, purché etichettato; (c) meglio ancora, un singolo numero con la variazione: "Consumo idrico stabile: +6% in 4 settimane". Il messaggio onesto è che i consumi sono stabili, non che sono esplosi.
Criteri di valutazione del laboratorio
La dashboard sarà valutata su: chiarezza (si capisce lo stato in pochi secondi?), correttezza dei grafici (tipo giusto, assi onesti, no 3D), gerarchia e layout (KPI in alto, una pagina, allineamento, data di aggiornamento), pertinenza dei KPI (con target e fonte) e qualità dei 3 insight (osservazione + perché + azione). È un mattone del project work integrato finale.
Mini-test di autoverifica
Istruzioni
Rispondi alle domande per verificare la tua comprensione. Prova a rispondere senza guardare le note, poi controlla le risposte alla fine. Soglia di superamento: 60%.
Sezione A: domande a risposta multipla
- Cosa misura il "data-ink ratio"?
a) Il costo della stampa b) Il rapporto tra inchiostro che rappresenta dati e inchiostro totale c) Il numero di colori usati d) La risoluzione del grafico - In un grafico a barre, l'asse Y dovrebbe:
a) Partire sempre da zero b) Partire dal valore minimo per "vedere meglio" c) Essere sempre logaritmico d) Non avere etichette - Per mostrare l'andamento del SAL nel tempo, il grafico più adatto è:
a) Torta b) Dispersione c) Linee d) Istogramma 3D - Quando è ragionevole usare un grafico a torta?
a) Sempre, è il più chiaro b) Con molte categorie simili c) Con 2-3 fette e una che domina d) Per mostrare un andamento temporale - Perché l'accessibilità conta nella scelta dei colori?
a) Per ragioni estetiche b) Perché circa l'8% degli uomini ha difficoltà con rosso/verde c) Per risparmiare inchiostro d) Non conta in una dashboard tecnica - In una dashboard occidentale, l'elemento più importante va posizionato:
a) In basso a destra b) Al centro esatto c) In alto a sinistra d) Ovunque, non conta - Le dimensioni BIM 4D e 5D aggiungono al modello rispettivamente:
a) Materiali e colori b) Tempo e costi c) Costi e sicurezza d) Geometria e texture - Un KPI di consumo energetico confrontabile tra piani di dimensioni diverse è:
a) kWh totali b) Euro spesi c) kWh/m² d) Numero di lampade
Sezione B: domande a risposta aperta
- Spiega con parole tue perché "una dashboard serve a far prendere una decisione". Fai un esempio di cantiere.
- Un fornitore ti presenta un grafico a barre dei costi mensili con l'asse Y che parte da 50.000 EUR, facendo sembrare enorme un aumento. I dati reali sono: mese 1 = 52.000, mese 2 = 54.000. Calcola l'aumento percentuale reale e spiega come dovrebbe essere fatto il grafico in modo onesto.
Mostra risposte corrette
Sezione A, risposte corrette
- b - Il rapporto tra inchiostro che rappresenta dati e inchiostro totale
- a - Partire sempre da zero
- c - Linee
- c - Con 2-3 fette e una che domina
- b - Perché circa l'8% degli uomini ha difficoltà con rosso/verde
- c - In alto a sinistra
- b - Tempo e costi
- c - kWh/m²
Sezione B, risposte modello
9. Dashboard e decisioni. Risposta modello: una dashboard non è un archivio: il suo scopo è far capire lo stato e guidare un'azione. Mettere tutti i dati disponibili sovraccarica chi guarda e nasconde ciò che conta. Una buona dashboard seleziona pochi KPI con target, li mette in evidenza con la giusta gerarchia e porta chi guarda a una decisione. Esempio: al capocantiere non serve la tabella di 4.000 letture sensore, ma il fatto che "il piano 3 consuma il doppio degli altri" con il grafico che lo evidenzia in rosso, così può decidere di mandare un tecnico a controllare gli infissi.
10. Grafico ingannevole. Risposta modello: l'aumento reale è (54.000 - 52.000) / 52.000 x 100 = +3,85%, un aumento piccolo. Con l'asse Y che parte da 50.000, la barra del mese 2 (alta 4.000) appare doppia di quella del mese 1 (alta 2.000): visivamente sembrerebbe un +100%, una distorsione enorme. Il grafico onesto deve avere l'asse Y a partire da zero: le due barre risulteranno quasi uguali, comunicando correttamente che i costi sono sostanzialmente stabili. In alternativa, per evidenziare la piccola variazione si può usare un singolo numero con la percentuale ("+3,85%") o una linea con asse etichettato, senza ingannare sulla quantità.
Scala di valutazione
- 90-100%: eccellente, padroneggi principi e KPI
- 75-89%: molto bene, preparazione solida
- 60-74%: sufficiente, rivedi i punti sbagliati
- < 60%: ripassa la lezione, soprattutto principi e grafici ingannevoli, e riprova
Riepilogo della lezione
Ottimo lavoro! Hai trasformato numeri in immagini che fanno decidere. Ecco cosa porti a casa da questa lezione:
Cosa hai imparato
- Principi di visualizzazione: chiarezza (un solo messaggio, titolo = messaggio), data-ink ratio (togli il superfluo), colore con significato, accessibilità, onestà.
- Scelta del grafico: barre per confronti, linee per andamenti, barra impilata 100% per composizioni, dispersione per relazioni, scorecard per i numeri chiave; torta solo con poche fette.
- Grafici ingannevoli: asse Y tagliato sulle barre, doppio asse creativo, cherry picking dell'intervallo, volume al posto della lunghezza, e perché in edilizia l'onestà è tutela professionale.
- Dashboard: piramide rovesciata, gerarchia visiva, KPI come confronto (valore vs target), una pagina, data di aggiornamento, progettare per il destinatario.
- Tutto in Excel: dataset da ripulire, tabelle pivot, scorecard con formattazione condizionale e grafici puliti, senza installare nulla e senza strumenti aggiuntivi.
- KPI di cantiere ed edificio: SAL, scostamenti costi/tempi (BIM 4D-5D, cenni CPI/SPI), consumi e kWh/m², CO₂, sicurezza, scarti.
Prossimi passi
Nella Lezione 8, Dai dati alle decisioni chiudiamo il Modulo 2: useremo la dashboard che hai costruito per arrivare a una decisione motivata e misurabile. Vedremo il ciclo data-driven (domanda → dato → analisi → decisione → misura dell'effetto), analisi what-if e scenari, le trappole dell'interpretazione (correlazione ≠ causazione, cherry picking) e i primi cenni di analisi predittiva e IA per l'edilizia. La tua dashboard diventerà una vera "data story".
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Progetto e tengo percorsi su dati, analisi e cybersecurity applicati all'edilizia digitale e al BIM, su misura per scuole, enti di formazione e imprese.