Cos'è una landing page
Una landing page è una pagina fatta per ottenere una cosa sola: un contatto, un'iscrizione, un acquisto. La differenza con una pagina normale del sito è che qui si toglie tutto il resto, menu compreso, perché ogni link alternativo è un'uscita che qualcuno prenderà.
Punti chiave
- Una landing page ha un solo obiettivo: ogni elemento serve a portare l'utente verso un'unica azione di conversione.
- Sul risultato pesa più il testo del design: prima si sistema cosa dici, poi come si presenta.
- Headline e primo CTA devono essere visibili senza scrollare (above the fold).
- Form essenziali e velocità di caricamento sotto i 3 secondi aumentano il tasso di conversione.
- L'A/B test continuo, misurato con i dati, è ciò che trasforma una pagina discreta in una pagina ad alta resa.
Ne esistono due tipi:
- Lead generation landing page: raccoglie i dati dell'utente tramite un form (nome, email, telefono) in cambio di un'offerta di valore (ebook, consulenza, preventivo)
- Click-through landing page: prepara l'utente al passaggio successivo (tipicamente una pagina di vendita o checkout) fornendo informazioni convincenti prima del click
«La landing page che converte quasi mai è quella che è piaciuta di più in riunione. Per questo si misura invece di discutere.»
Com'è fatta una landing che converte
La struttura di una pagina che converte segue un ordine preciso, che è l'ordine delle domande che si fa chi legge:
- Headline: il titolo principale che cattura l'attenzione e comunica il beneficio chiave in modo chiaro e immediato
- Subheadline: approfondisce la promessa dell'headline e aggiunge contesto
- Hero image/video: elemento visivo che supporta il messaggio e mostra il prodotto o servizio in azione
- Benefici: lista dei vantaggi principali per l'utente (non le caratteristiche del prodotto)
- Social proof: testimonianze, recensioni, loghi clienti, numeri che dimostrano credibilità
- Spiegazione dettagliata: approfondimento del funzionamento, caratteristiche e specifiche
- FAQ: risposta alle obiezioni e ai dubbi più comuni
- CTA finale: call to action ripetuta in chiusura, spesso con un senso di urgenza
La regola "above the fold"
Titolo, promessa e primo pulsante devono stare nella prima schermata, senza scorrere. Chi arriva deve capire in tre secondi cosa offri e cosa deve fare: se per trovare il pulsante deve scorrere, una parte delle persone se ne va prima di arrivarci.
Copywriting persuasivo
Il copywriting è l'elemento che più incide sulle conversioni di una landing page. Un design perfetto con un copy debole non converte; un design semplice con un copy potente sì.
Come si scrive il testo di una landing:
- Parla dei benefici, non delle caratteristiche: "Risparmia 10 ore a settimana" è più potente di "Software con 50 funzionalità"
- Usa il linguaggio del tuo target: le parole che usano i tuoi clienti potenziali sono quelle che devi usare tu
- Un'idea per paragrafo: frasi brevi, paragrafi corti, concetti chiari
- Headline che promette un risultato: il titolo deve comunicare il beneficio principale in modo specifico e credibile
- Affronta le obiezioni: anticipa i dubbi del visitatore e rispondi prima che li formuli
- Scrivi per chi scorre: sottotitoli, grassetti ed elenchi fanno arrivare il messaggio anche a chi legge una riga su tre
Sulle landing lo schema PAS (Problema, Agitazione, Soluzione) funziona bene: nomini il problema, mostri cosa costa lasciarlo lì, presenti la via d'uscita. Se invece chi legge non sa ancora di avere un problema, conviene AIDA (Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione). In entrambi i casi il testo deve salire senza salti fino al pulsante. Un esercizio che faccio fare sempre: scrivi la promessa centrale in una frase sola. Se non ci sta, la pagina sta cercando di dire tre cose insieme, e non ne dirà nessuna.
Design e layout
Il design di una landing page deve essere al servizio della conversione. Ogni scelta visiva deve guidare l'attenzione verso il CTA.
Cosa fa il design in una landing:
- Eliminare la navigazione: niente menu, niente link che portano altrove. L'utente deve avere due opzioni, convertire o andarsene
- Gerarchia visiva chiara: l'occhio deve essere guidato dall'headline al CTA in modo naturale
- Spazio bianco: dare respiro agli elementi aumenta la leggibilità e l'impatto visivo
- Contrasto per il CTA: il pulsante deve essere l'elemento più visibile della pagina
- Coerenza visiva: colori, font e tono devono essere coerenti con il brand e con la fonte di traffico (annuncio, email, post social)
- Mobile first: la maggioranza del traffico arriva da mobile, il design deve funzionare perfettamente su smartphone
La velocità di caricamento è critica per le landing page: ogni secondo di ritardo può ridurre le conversioni fino al 20%. Ottimizzare immagini, minimizzare il codice e utilizzare un hosting performante sono priorità assolute.
CTA e form
Il pulsante è il punto in cui si raccoglie tutto il lavoro. Cosa cambia i numeri:
- Testo orientato all'azione: usare verbi attivi e specifici ("Scarica la guida gratuita", "Prenota la consulenza", "Inizia la prova gratis")
- Dimensione adeguata: il bottone deve essere grande abbastanza da essere facilmente cliccabile, soprattutto su mobile
- Ripetilo: il pulsante va messo più volte (prima schermata, dopo i vantaggi, in chiusura), perché ognuno si convince a un punto diverso
- Microcopy sotto il CTA: aggiungere rassicurazioni come "Nessuna carta di credito richiesta" o "Cancellazione gratuita in qualsiasi momento"
Per i form, il principio è la semplicità: meno campi equivale a più conversioni. Un form con 3 campi converte mediamente il 25% in più rispetto a uno con 6 campi. Per approfondire, consulta la sezione dedicata alla form optimization nella guida CRO.
A/B test per landing page
L'A/B test è il modo per migliorare senza tirare a indovinare. Cosa provare, in ordine di quanto sposta:
- Headline: è l'elemento con il maggior impatto sulle conversioni. Testare promesse, angolazioni e formati diversi
- CTA: testo, colore, dimensione e posizionamento del pulsante
- Offerta: il tipo di lead magnet o incentivo proposto
- Form: numero di campi e informazioni richieste
- Social proof: tipo e posizionamento delle testimonianze
- Layout: disposizione degli elementi e lunghezza della pagina
Le conversioni si misurano con Google Analytics 4, e prima di lanciare un test conviene contare il traffico: con venti visite al giorno il test non dice niente e ti fa cambiare pagina per caso. Regola pratica: qualche centinaio di conversioni per variante prima di dichiarare un vincitore, e una variabile per volta, altrimenti non sai cosa ha funzionato. Per distribuire il traffico e fare i conti ci sono VWO, Optimizely o soluzioni lato server.
Cosa fare e cosa non fare
Le cose che tengo sempre:
- Message match: il messaggio della landing page deve essere coerente con la fonte di traffico (annuncio, email, post)
- Un obiettivo, una pagina: ogni landing page deve avere un solo obiettivo di conversione
- Velocità: la pagina deve caricarsi in meno di 3 secondi
- Thank you page: dopo la conversione, indirizzare a una pagina di ringraziamento che confermi l'azione e suggerisca il passo successivo
Gli errori che vedo più spesso:
- Includere il menu di navigazione (distrae dal CTA)
- Usare immagini stock generiche che non aggiungono valore
- Scrivere headline vaghe e non specifiche
- Chiedere troppe informazioni nel form
- Non ottimizzare per mobile
- Non testare e non misurare le performance
Una landing fatta bene continua a rendere per anni con lo stesso lavoro fatto una volta. La ricetta non è misteriosa: un testo che parla al problema di chi legge, un design che non gli mette ostacoli e un lavoro di ottimizzazione fatto con i numeri sotto gli occhi. Le pagine su cui ho lavorato più a lungo sono quelle che rendono di più, e non è una coincidenza.
Vuoi imparare ad applicarlo davvero?
Scopri i corsi e la formazione di Federico Boggia su AI, dati e digitale.