Introduzione e obiettivi
Nella Lezione 1 hai capito come ragiona Claude. Oggi impariamo a parlargli bene. Il «prompt» è semplicemente la tua richiesta: il testo che scrivi. E qui c'è la notizia più importante di tutto il corso: il 90% della qualità di una risposta dipende dalla qualità della richiesta, non dal modello.
La buona notizia è che non serve imparare formule magiche o «prompt segreti». Serve un metodo semplice e ripetibile, che oggi ti do e che userai per sempre. Vedremo:
- L'anatomia di un buon prompt: i cinque ingredienti che fanno la differenza.
- Come dare un ruolo e usare gli esempi per orientare le risposte.
- Come iterare: migliorare una risposta invece di ricominciare da zero.
- Gli errori che quasi tutti fanno all'inizio (e che tu smetterai di fare).
Obiettivi della lezione
Al termine sarai in grado di: (1) scrivere un prompt completo usando i cinque ingredienti (contesto, compito, formato, vincoli, esempi); (2) assegnare un ruolo e fornire esempi per guidare tono e struttura; (3) migliorare una risposta iterando invece di riscrivere tutto; (4) riconoscere ed evitare gli errori più comuni.
L'anatomia di un buon prompt
Un prompt efficace risponde, esplicitamente, a cinque domande. Non devi metterle tutte ogni volta, ma tienile a mente: quando una risposta è deludente, quasi sempre ne manca una.
| Ingrediente | Risponde a… | Esempio |
|---|---|---|
| Contesto | Chi sei, per chi, in che situazione | «Sono un consulente; il cliente è una piccola impresa edile» |
| Compito | Cosa deve fare esattamente | «Scrivi una email per sollecitare un pagamento» |
| Formato | Come vuoi l'output | «In elenco puntato», «una tabella», «max 100 parole» |
| Vincoli | Cosa evitare o rispettare | «Tono cordiale, niente termini legali, non minacciare» |
| Esempi | Un modello da imitare | «Ecco una mia email precedente che mi piace: …» |
Prima e dopo: lo stesso compito, due richieste
Guarda la differenza. Ecco un prompt debole, quello che scrive quasi tutti all'inizio:
Scrivimi una email per un cliente che non ha pagato.
Otterrai qualcosa di generico, magari troppo formale o troppo aggressivo. Ora lo stesso compito con i cinque ingredienti:
CONTESTO: sono un fornitore di servizi; il cliente è un'azienda
con cui lavoro da anni e voglio mantenere un buon rapporto.
La fattura n. 128 (1.200 €) è scaduta da 20 giorni.
COMPITO: scrivi una email di primo sollecito, gentile ma chiara.
FORMATO: oggetto + corpo, massimo 120 parole.
VINCOLI: tono cordiale, nessun linguaggio legale o minaccioso,
proponi di sentirci se ci sono problemi.
La seconda richiesta produce, alla prima, una email quasi pronta da inviare. Nota che non hai usato parole difficili: hai solo detto chiaramente cosa vuoi. Questo è il cuore del prompting.
Tip: chiedi il formato che ti serve davvero
Il formato è l'ingrediente più sottovalutato. Se ti serve una tabella, chiedila. Se ti serve un elenco di 5 punti, dillo. Se la risposta ti finirà in una slide, chiedi frasi brevi. Specificare il formato ti fa risparmiare il tempo di «sistemare» l'output dopo.
Dare un ruolo e degli esempi
Due tecniche semplici alzano molto la qualità delle risposte.
Il ruolo
Dire a Claude chi essere orienta il registro e il tipo di attenzione. Confronta:
Rivedi questo testo.
Agisci come un editor esperto di testi divulgativi.
Rivedi questo testo per renderlo più chiaro e scorrevole,
segnalandomi le tre modifiche più importanti che hai fatto.
Il ruolo non è una «magia»: è un modo veloce per comunicare aspettative (competenza, tono, priorità). Usalo quando il compito ha un «mestiere» dietro (editor, analista, insegnante, addetto al supporto…).
Gli esempi (few-shot)
Il modo più potente di ottenere esattamente lo stile che vuoi è mostrare un esempio. In gergo si chiama few-shot: dai uno o due esempi di «input → output» e Claude imita lo schema. È utilissimo per compiti ripetitivi.
Trasforma le note in una riga di CRM così:
Esempio 1
Nota: "chiamato Rossi, interessato al pacchetto base, richiama lunedì"
Riga: [Rossi] | interesse: pacchetto base | prossima azione: richiamare lunedì
Esempio 2
Nota: "Bianchi vuole preventivo per 3 licenze entro venerdì"
Riga: [Bianchi] | interesse: 3 licenze | prossima azione: inviare preventivo entro venerdì
Ora fai lo stesso con questa nota:
"parlato con Verdi, non convinto dal prezzo, valutare sconto"
Con due esempi, Claude capisce il formato meglio di qualsiasi spiegazione. Questa tecnica sarà preziosa quando, nella Lezione 3, la trasformeremo in istruzioni permanenti di un Progetto.
Iterare invece di rifare
L'errore mentale più comune è trattare Claude come un distributore automatico: prompt → risposta → se non va, riscrivo tutto. In realtà stai conversando: la risposta imperfetta è un punto di partenza, non un fallimento.
Invece di ricominciare, correggi il tiro con messaggi brevi:
- «Più corto, la metà delle parole.»
- «Tono più informale, dammi del tu.»
- «Il secondo punto non mi convince, riscrivilo con un esempio concreto.»
- «Trasformalo in una tabella con colonne Pro e Contro.»
Due mosse avanzate che fanno una grande differenza:
- Chiedere il ragionamento: «Prima di rispondere, elenca i criteri che userai.» Spesso una risposta «ragionata ad alta voce» è più solida.
- Far criticare l'output: «Rileggi la tua risposta e trova due punti deboli, poi correggili.» Claude è sorprendentemente bravo a migliorarsi se glielo chiedi.
Iterare consuma contesto, e va bene così
Ricorda dalla Lezione 1: la conversazione vive nella finestra di contesto. Iterare va benissimo, ma se dopo tante correzioni la chat è diventata caotica, spesso conviene ripartire pulito con un unico prompt che riassume le decisioni prese. È il bello di aver capito come funziona: sai perché lo fai.
Gli errori più comuni
Ecco la lista degli errori che vedo più spesso in aula. Riconoscerli è metà del lavoro.
| Errore | Perché è un problema | Cosa fare invece |
|---|---|---|
| Prompt vago | Claude «indovina» cosa vuoi e spesso sbaglia | Aggiungi contesto e formato |
| Troppe richieste in una | La risposta diventa confusa e superficiale | Una cosa alla volta, poi vai avanti |
| Nessun esempio | Lo stile non è quello che avevi in testa | Mostra un modello (few-shot) |
| Accettare la prima risposta | Ti perdi il 30% di qualità che arriva iterando | Correggi il tiro con messaggi brevi |
| Fidarsi dei fatti senza verificare | Rischio allucinazioni (Lezione 1) | Chiedi le fonti e controlla i dati critici |
| Incollare dati sensibili senza pensarci | Questione di privacy | Anonimizza o usa un contesto adeguato (Modulo 3) |
Laboratorio: il prompt in tre versioni
Questo laboratorio ti fa toccare con mano il valore dell'iterazione e della struttura.
Consegna
Scegli un compito reale del tuo lavoro (una email delicata, la scaletta di un intervento, la descrizione di un prodotto, un riassunto). Poi costruisci il prompt in tre versioni, salvando ogni volta la risposta di Claude:
- Versione 1 — grezza: scrivi la richiesta «di pancia», come faresti d'istinto.
- Versione 2 — strutturata: riscrivila usando i cinque ingredienti (contesto, compito, formato, vincoli, esempi).
- Versione 3 — iterata: parti dalla risposta della v2 e miglioralा con 2–3 correzioni mirate.
Consegna finale
Prepara un breve documento «prima / dopo» con: le tre versioni del prompt, la risposta finale, e 3 righe di note su cosa è cambiato e perché la v3 è migliore della v1.
Criteri della consegna
- La v2 usa almeno 4 dei 5 ingredienti in modo riconoscibile.
- La v3 mostra iterazione vera (correzioni mirate), non un nuovo prompt da zero.
- Le note spiegano il miglioramento in termini di chiarezza, formato o tono.
Mini-test di autoverifica
Istruzioni
Sezione A: 6 domande (1 punto). Sezione B: 2 domande aperte (3 punti). Totale 12. Soglia: 60% (8/12).
Sezione A: risposta multipla
- I cinque ingredienti di un buon prompt sono contesto, compito, formato, vincoli e:
a) modello b) esempi c) token d) piano - Dare un ruolo a Claude serve soprattutto a:
a) renderlo più veloce b) orientare registro e tipo di attenzione c) aumentare il contesto d) evitare i costi - Il «few-shot» consiste nel:
a) usare pochi token b) fare più chat c) fornire uno o due esempi di input→output d) scegliere Haiku - Se la prima risposta è quasi buona, la mossa migliore è:
a) riscrivere tutto il prompt b) cambiare modello c) correggere il tiro con un messaggio breve d) accettarla comunque - Quale NON è un buon rimedio contro un prompt vago?
a) Aggiungere contesto b) Specificare il formato c) Mettere dieci richieste insieme d) Dare un esempio - «Rileggi la tua risposta e trova due punti deboli» è un esempio di:
a) few-shot b) far criticare/migliorare l'output c) cambio di modello d) vincolo di formato
Sezione B: risposta aperta
- (3 punti) Prendi il prompt «Scrivimi un post per i social» e riscrivilo usando almeno quattro dei cinque ingredienti, riferito a un tuo caso concreto.
- (3 punti) Spiega la differenza tra «rifare» e «iterare» una richiesta, con un esempio di due correzioni mirate.
Mostra risposte corrette
Sezione A
- b — esempi.
- b — orientare registro e tipo di attenzione.
- c — fornire uno o due esempi di input→output.
- c — correggere il tiro con un messaggio breve.
- c — mettere dieci richieste insieme (peggiora la risposta).
- b — far criticare/migliorare l'output.
Sezione B, risposte modello
7. Esempio: «CONTESTO: gestisco un negozio di articoli sportivi a Livorno, pubblico su Instagram. COMPITO: scrivi un post per lanciare i saldi di fine stagione. FORMATO: 3 righe + 5 hashtag. VINCOLI: tono amichevole, includi una call-to-action a passare in negozio.» (Si valuta la presenza riconoscibile di almeno 4 ingredienti applicati a un caso concreto.)
8. «Rifare» = riscrivere da zero il prompt buttando via la risposta. «Iterare» = partire dalla risposta esistente e migliorarla con correzioni mirate, es. «accorcia del 30%» e poi «rendi il tono più formale». Iterare sfrutta il lavoro già fatto ed è quasi sempre più veloce ed efficace.
Valutazione (su 12)
- 11-12: ottimo. 8-10: sufficiente. < 8: rivedi «anatomia» e «iterare».
Riepilogo della lezione
Cosa hai imparato
- La qualità della richiesta guida la qualità della risposta: conta più del modello.
- Cinque ingredienti: contesto, compito, formato, vincoli, esempi.
- Ruolo ed esempi (few-shot) orientano tono e struttura in modo rapido.
- Iterare con correzioni mirate batte quasi sempre il «rifare da zero»; puoi anche far ragionare e autocriticare Claude.
- Evita prompt vaghi, troppe richieste insieme, nessun esempio, accettare la prima bozza e fidarti dei fatti senza verificare.
Prossimi passi
Nella Lezione 3 — Progetti, Stili e Memoria smettiamo di ripetere ogni volta le stesse istruzioni: impareremo a creare un Claude «su misura» che ricorda il contesto del tuo lavoro, mantiene il tuo tono e ha sottomano i tuoi documenti di riferimento.
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Tengo il corso «Claude in pratica» in presenza a Livorno e in Toscana o online in tutta Italia, anche su misura per aziende e team.