Introduzione e obiettivi
Benvenuto alla prima lezione del corso Claude in pratica. Prima di tutto voglio toglierti un peso: per usare bene Claude non serve capire la matematica che c'è sotto. Serve però un buon modello mentale di cosa stai usando, perché è quello che ti fa scrivere richieste migliori, riconoscere quando fidarti e quando verificare, e scegliere lo strumento giusto per ogni compito.
Ti dico subito come lavoreremo per tutto il corso: si impara facendo. La teoria di oggi è essenziale, ma già in fondo alla lezione metteremo le mani sull'app. L'obiettivo non è farti diventare un informatico: è farti diventare una persona che ottiene da Claude risultati affidabili e ripetibili.
In questa lezione vedremo:
- Cos'è davvero Claude: un modello che predice il testo, non un database che «sa» le cose.
- La famiglia di modelli (Opus, Sonnet, Haiku) e come scegliere quello giusto.
- La finestra di contesto: la «memoria di lavoro» della conversazione e perché conta.
- I limiti da tenere sempre presenti: knowledge cutoff, allucinazioni, dati privati.
- I piani (Free, Pro, Max, Team) e cosa cambia nella pratica.
Obiettivi della lezione
Al termine sarai in grado di: (1) spiegare con parole tue cosa fa un modello come Claude e perché a volte sbaglia con sicurezza; (2) scegliere tra Opus, Sonnet e Haiku in base al compito, motivando la scelta; (3) capire cos'è la finestra di contesto e come influisce su conversazioni lunghe e documenti; (4) riconoscere i tre limiti principali (conoscenza non aggiornata, allucinazioni, nessun accesso ai tuoi dati privati senza connettori) e sapere come aggirarli; (5) orientarti tra i piani. Sono le fondamenta di tutto il corso.
Cos'è Claude: un modello che predice il testo
Claude è un modello linguistico di grandi dimensioni (in inglese Large Language Model, LLM). Detto in modo brutale ma utile: è un sistema che, dato un testo, prevede quale pezzo di testo viene dopo, un pezzetto alla volta. Questi «pezzetti» si chiamano token (all'incirca una parola o un frammento di parola).
Ha imparato a farlo leggendo un'enorme quantità di testi. Da lì ha ricavato non solo la grammatica, ma anche schemi di ragionamento, stili, conoscenze generali. Quando gli scrivi una domanda, non «cerca la risposta in un archivio»: la ricostruisce generando il testo più probabile e coerente con quello che gli hai chiesto.
Questa distinzione sembra teorica ma ha conseguenze pratiche enormi, e le ritroverai in tutta la lezione:
- Claude è bravissimo con il linguaggio: riassumere, riscrivere, tradurre, spiegare, strutturare, dare struttura a idee confuse.
- Non è una calcolatrice né un motore di ricerca: se ha bisogno di fare conti precisi o di dati aggiornati, deve appoggiarsi a strumenti (li vedremo: ricerca web, connettori, Claude Code).
- Poiché genera il testo più plausibile, a volte produce risposte che sembrano corrette ma non lo sono: è il fenomeno delle allucinazioni, di cui parliamo tra poco.
Un'analogia utile
Pensa a Claude come a un collaboratore molto colto, velocissimo a scrivere e a ragionare, ma che lavora «a memoria»: non ha davanti i tuoi file, non ha letto le notizie di stamattina e ogni tanto, pur di darti una risposta, riempie i buchi con qualcosa di verosimile. Il tuo compito è dargli il contesto giusto e verificare i punti critici. Fatto questo, è un collaboratore straordinario.
La famiglia di modelli e quando usarli
Claude non è un solo modello, ma una famiglia (l'attuale generazione è la famiglia Claude 5). I modelli si distinguono per un compromesso classico tra capacità, velocità e costo. I tre profili principali portano da tempo gli stessi nomi:
| Modello | Profilo | Quando lo uso |
|---|---|---|
| Opus | Il più capace. Ragionamento profondo, compiti complessi e lunghi. | Analisi articolate, ragionamenti a più passaggi, scrittura impegnativa, codice complesso. |
| Sonnet | L'equilibrio tra qualità e velocità. | Il «cavallo da lavoro» di tutti i giorni: email, sintesi, bozze, la maggior parte dei compiti. |
| Haiku | Il più veloce ed economico. | Compiti semplici e ripetitivi, risposte rapide, classificazioni, quando conta la reattività. |
Nell'app, il modello si sceglie da un menù a tendina vicino alla casella del messaggio. La regola pratica che ti consiglio: parti da Sonnet (buon compromesso), sali a Opus quando la risposta ti sembra superficiale o il compito è davvero difficile, scendi a Haiku quando ti serve solo velocità su cose semplici.
Un dettaglio che sentirai nominare: i modelli più recenti hanno anche una modalità di ragionamento esteso («pensano» più a lungo prima di rispondere) e, sui piani adatti, gestiscono contesti molto grandi — ci arriviamo subito.
Tip: non usare sempre il più potente
C'è la tentazione di tenere sempre il modello top «per sicurezza». In realtà per la maggior parte dei compiti quotidiani Sonnet è più che sufficiente ed è più veloce; Opus dà il meglio quando il problema è complesso. Imparare a scegliere è una micro-competenza che ti fa risparmiare tempo (e, sui piani a consumo, denaro).
La finestra di contesto
La finestra di contesto è la quantità di testo che Claude riesce a «tenere davanti agli occhi» in un dato momento: comprende la tua conversazione, le istruzioni, i file che hai caricato e la risposta che sta scrivendo. Si misura in token. Come regola grezza, in italiano 1 token ≈ 0,75 parole (quindi ~1.000 token ≈ 750 parole).
Perché ti interessa? Perché è la memoria di lavoro della conversazione:
- Tutto ciò che è dentro la finestra, Claude lo «vede». Se incolli un contratto di 20 pagine, può ragionarci sopra.
- Le finestre moderne sono molto ampie: i modelli di punta arrivano fino a circa 1 milione di token di contesto (centinaia di pagine). Ma non è infinita.
- In conversazioni molto lunghe, le prime cose dette possono «sbiadire»: se un dettaglio iniziale è importante, ripetilo o mettilo nelle istruzioni del Progetto (Lezione 3).
Un errore tipico dei principianti è aprire un'unica chat lunghissima che mescola dieci argomenti diversi. Meglio il contrario: una conversazione per compito, così il contesto resta pulito e pertinente.
Contesto ≠ memoria permanente
Attenzione a non confondere due cose: la finestra di contesto vale dentro una conversazione; la Memoria (funzione dell'app che vedremo nella Lezione 3) serve invece a ricordare informazioni tra conversazioni diverse. Sono strumenti diversi per problemi diversi.
I limiti da conoscere
Usare bene Claude vuol dire anche sapere dove non arriva. Tre limiti, in particolare, vanno tenuti sempre a mente.
1. Conoscenza non aggiornata (knowledge cutoff)
Claude ha imparato da testi fino a una certa data (il knowledge cutoff). Di ciò che è successo dopo non sa nulla — a meno che non lo faccia cercare sul web (Lezione 4). Quindi per notizie recenti, prezzi attuali, normative appena uscite, non fidarti della memoria del modello: attiva la ricerca web o fornisci tu la fonte aggiornata.
2. Allucinazioni
Poiché genera il testo più plausibile, a volte Claude produce affermazioni false ma dette con sicurezza: una citazione inventata, un dato inesistente, una funzione di un software che non c'è. Non lo fa «per ingannarti»: sta riempiendo un vuoto con qualcosa di verosimile. Come difenderti:
- Sui fatti verificabili (numeri, citazioni, riferimenti normativi) chiedi la fonte e controllala.
- Dai tu i dati di partenza (incolla il documento) invece di sperare che li ricordi.
- Diffida delle risposte troppo «lisce» su argomenti di nicchia: sono quelle a rischio.
3. Non vede i tuoi dati privati (di default)
Claude non ha accesso alla tua email, ai tuoi file o ai tuoi gestionali finché non glielo dai tu — caricando un file nella chat, oppure collegando un connettore (Modulo 3). È un limite, ma anche una garanzia di privacy: nulla dei tuoi sistemi entra nella conversazione senza una tua azione esplicita.
La regola d'oro
Claude è un assistente, non un oracolo. Per compiti dove sbagliare ha un costo (offerte, contratti, dati per il cliente, adempimenti), usa Claude per fare in fretta la bozza e poi verifica i punti critici. Non è sfiducia: è metodo. È esattamente ciò che rende l'AI uno strumento professionale e non un giochino.
I piani: Free, Pro, Max, Team
Claude si usa da claude.ai (nel browser), dall'app desktop (Windows/Mac) e dall'app mobile. L'account è lo stesso ovunque. I piani, in sintesi:
| Piano | Per chi | In pratica |
|---|---|---|
| Free | Chi inizia | Uso quotidiano con limiti di utilizzo; perfetto per provare e per i primi compiti. |
| Pro | Professionisti e uso intenso | Molto più utilizzo, accesso più ampio ai modelli e alle funzioni avanzate. |
| Max | Chi usa Claude tutto il giorno | Limiti d'uso molto alti e priorità sulle funzioni più recenti. |
| Team / Enterprise | Aziende e gruppi | Gestione degli utenti, controlli sui dati e governance pensati per le organizzazioni. |
Nel corso partiamo da ciò che hai: il piano gratuito basta per imparare i fondamenti. Alcune funzioni più avanzate che incontreremo (uso intensivo, alcuni connettori, Claude for Chrome, sessioni remote di Claude Code) dipendono dal piano attivo: te lo segnalerò di volta in volta. I dettagli e i prezzi esatti cambiano nel tempo: li verifichiamo sempre sul sito ufficiale al momento, invece di fidarci di numeri «a memoria».
Laboratorio: confronto tra modelli
È il momento di mettere le mani sull'app. Questo laboratorio ha due scopi: prendere confidenza con l'interfaccia e toccare con mano la differenza tra i modelli.
Consegna
Scegli un compito reale del tuo lavoro che di solito faresti a mano (es. scrivere una risposta a un cliente scontento, riassumere un documento, buttare giù la scaletta di una presentazione). Poi:
- Crea l'account su claude.ai (o apri l'app) e apri una nuova chat.
- Poni la stessa identica richiesta a due modelli diversi (es. Haiku e Opus), aprendo due chat separate.
- Confronta le risposte su tre aspetti: qualità (quanto è utile e completa), velocità (quanto ci mette) e tono.
- Annota quale sceglieresti per quel compito e perché.
Ti lascio un prompt di partenza da adattare:
Sei l'assistente di uno studio professionale.
Scrivi una risposta cortese ma ferma a un cliente che lamenta
un ritardo nella consegna, spiegando la nuova data e
offrendo una soluzione. Massimo 120 parole, tono professionale.
Consegna finale del laboratorio
Costruisci una piccola tabella personale «quando uso quale modello» con 4–5 righe, tratte dai tuoi compiti tipici:
| Compito tipico | Modello scelto | Perché |
|---|---|---|
| Risposta veloce a un'email semplice | Haiku | Serve velocità, il compito è facile |
| Bozza di offerta commerciale | Sonnet | Buon equilibrio qualità/velocità |
| Analisi di un contratto lungo | Opus | Ragionamento complesso su molto testo |
| …aggiungi le tue righe | ||
Criteri della consegna
- Hai davvero provato lo stesso prompt su due modelli e notato una differenza.
- La tabella ha almeno 4 compiti reali tuoi, con motivazione.
- Le motivazioni fanno riferimento a capacità / velocità / costo, non a impressioni vaghe.
Mini-test di autoverifica
Istruzioni
Rispondi prima senza guardare le note, poi controlla le soluzioni. Sezione A: 6 domande (1 punto l'una). Sezione B: 2 domande aperte (3 punti l'una). Totale 12 punti. Soglia di superamento: 60% (almeno 8/12).
Sezione A: risposta multipla
- Claude, in sostanza, fa questo:
a) Cerca la risposta in un archivio b) Prevede il testo più probabile, un token alla volta c) Calcola come una calcolatrice d) Naviga sempre sul web - Per un'email semplice e veloce, il modello più adatto è di solito:
a) Opus b) Sonnet c) Haiku d) Nessuno, meglio a mano - La finestra di contesto è:
a) La memoria permanente tra le chat b) Il testo che il modello tiene «davanti» in una conversazione c) Il numero di chat aperte d) La velocità del modello - Il «knowledge cutoff» indica che Claude:
a) Si spegne dopo un po' b) Non conosce fatti successivi a una certa data c) Non può scrivere codice d) Ha finito i token - Un'allucinazione è:
a) Un errore dell'app b) Un'affermazione falsa detta con sicurezza c) Una risposta troppo lenta d) Un limite del piano Free - Di default, Claude accede alla tua email e ai tuoi file?
a) Sì, sempre b) No, solo se carichi un file o colleghi un connettore c) Solo con Opus d) Solo sul piano Free
Sezione B: risposta aperta
- (3 punti) Spiega con parole tue perché Claude a volte «inventa» una risposta, e indica due accorgimenti concreti per ridurre il rischio su un compito importante.
- (3 punti) Un collega tiene sempre aperta un'unica chat lunghissima per qualsiasi argomento. Quali problemi può dare, alla luce di come funziona la finestra di contesto, e cosa consiglieresti?
Mostra risposte corrette
Sezione A
- b — prevede il testo più probabile, un token alla volta.
- c — Haiku (veloce ed economico per compiti semplici).
- b — il testo che il modello tiene «davanti» in una conversazione.
- b — non conosce fatti successivi a una certa data.
- b — un'affermazione falsa detta con sicurezza.
- b — no, solo se carichi un file o colleghi un connettore.
Sezione B, risposte modello
7. Claude genera il testo più plausibile invece di recuperarlo da un archivio; quando non «sa», riempie il vuoto con qualcosa di verosimile, che può essere falso. Accorgimenti: (a) chiedere le fonti e verificarle; (b) fornire tu i dati/documenti di partenza invece di affidarti alla sua memoria; (accettabili anche: usare la ricerca web per i fatti recenti, diffidare delle risposte troppo sicure su temi di nicchia).
8. Una chat unica e infinita mescola contesti diversi: il modello tiene tutto nella stessa finestra, le prime informazioni possono «sbiadire», aumentano confusione ed errori e si consuma contesto inutilmente. Consiglio: una conversazione per compito; per il contesto ricorrente (istruzioni, documenti di riferimento) usare un Progetto dedicato.
Valutazione (su 12)
- 11-12: ottimo, fondamenti solidi.
- 8-10: sufficiente (≥ 60%): rivedi i punti sbagliati.
- < 8: rileggi soprattutto «Cos'è Claude» e «I limiti», poi riprova.
Riepilogo della lezione
Ottimo, hai posato le fondamenta. Ecco i punti chiave da portare con te.
Cosa hai imparato
- Claude è un modello che predice il testo, un token alla volta: fortissimo sul linguaggio, non è né una calcolatrice né un motore di ricerca.
- Famiglia di modelli: Opus (il più capace), Sonnet (equilibrio, l'uso quotidiano), Haiku (veloce ed economico). Parti da Sonnet e sali/scendi in base al compito.
- Finestra di contesto: la memoria di lavoro della conversazione, misurata in token, ampia (fino a ~1M sui modelli di punta) ma non infinita. Una conversazione per compito.
- Tre limiti: conoscenza non aggiornata (knowledge cutoff), allucinazioni, nessun accesso ai tuoi dati privati senza un'azione tua. Per i fatti importanti, verifica.
- Piani: Free per iniziare, Pro/Max per uso intenso, Team/Enterprise per le organizzazioni.
Prossimi passi
Nella Lezione 2 — Prompting che funziona passiamo alla pratica pura: l'anatomia di una richiesta efficace, come dare ruoli ed esempi, come iterare invece di rifare e gli errori più comuni che fanno perdere tempo. Da lì in poi, ogni risposta di Claude migliorerà.
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